Colonne d'Ercole

Colonne d'Ercole

La società incivile

Il nulla in attessa del, nella classica filosofia molto agrigentina, "calati iuncu ca passa la china". E' il punto in cui la società civile agrigentina (ma c'è mai stata?) è diventata incivile

Non vi dirò mai chi me lo ha detto ma è un altissimo esponente delle Istituzioni (e, ovviamente, non è un politico). La storia è questa. Quando arrivò ad Agrigento, come sempre, sono cominciati ad arrivare inviti a destra e manca, da club service e  associazioni. E’ normale che sia così, la società cosidetta civile deve dialogare con le Istituzioni. Ma questo modo, chiamiamolo così, di dialogare, si è interrotto pressoché subito. Sono bastati i primi provvedimenti non esattamente in linea con le gestioni del passato e, come di incanto, la cosidetta società civile ha smesso di invitare, coinvolgere o blandire. Il nulla in attesa del, nella classica filosofia molto agrigentina, “calati iuncu ca passa la china” (che si può tradurre come un aspetta, soffri un po’, ma tanto alla fine passa). E’ il punto in cui la società civile agrigentina (ma c’è mai stata?) è diventata incivile. 

E ce ne accorgiamo anche in queste ore in cui emerge che la mafia aveva progettato di ammazzare il procuratore della repubblica Renato Di Natale, un galantuomo e integerrimo magistrato, la cui unica “colpa” era quello pressoché, da capo della Dda di Caltanissetta, azzerato le cosche gelesi, tradizionalmente piuttosto cruente. Per fortuna il piano folle non andò in porto e non certo perché ci fu un ravvedimento. Ma in queste ore in cui quel piano è emerso c’è stato – e c’è – il silenzio di una società (in)civile distratta, presa dalla campagna elettorale che sembra una sfida all’ok corral, e insensibile e muta di fronte ad un fatto gravissimo come le minacce (di morte) al procuratore. Agrigento e gli agrigentini hanno perso tutti i riferimenti, ha perso la coscienza di sé e del suo passato e non ha nemmeno alcuna idea – e ce ne accorgiamo dal dibattito elettorale che si è sviluppato in questi giorni – di come vuole programmare il suo futuro. Si salvi chi può.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Franz La Paglia
    Franz La Paglia

    Mi viene da ridere. "Un altissimo esponente delle Istituzioni", scrive Russello. Ma va. E' una persona perbene, quella cui fa riferimento, che stimo e con cui ho un buon rapporto. Ma è pur sempre un funzionario dello Stato, come il direttore dell'Agenzia delle Entrate o il provveditore agli Studi. "Altissimi esponenti delle istituzioni" sono il presidente della Corte Costituzionale, il capo della Polizia, il primo presidente o il procuratore generale della Cassazione, il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, il comandante generale dei Carabinieri o della Guardia di finanza. Oltre tutto non è "altissimo" neppure fisicamente. Ma forse Russello lo vede "altissimo" perché abbagliato dalla comune fede sportiva con questa persona. Sono d'accordo, invece, sul fatto che ad Agrigento una vera società civile non c'è mai stata, almeno negli ultimi decenni.

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