Colonne d'Ercole

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Le pagelle 2015 della Colonna

A fino anno è tempo di bilanci. Proviamo a fare le nostre pagelle di fine anno?

A fino anno è tempo di bilanci. Proviamo a fare le nostre pagelle di fine anno?

Il 10 va senz’altro alla Procura di Agrigento. La caccia ai ladri è sempre aperta e purtroppo non sempre la città (e la cosidetta società civile) è al fianco dei magistrati. C’è il medico che firma i certificati di malattia? Ehhh però non è giusto sospenderlo dalla professione. Si fanno le commissioni per l’invalidità e per avere senza averne titolo la 104 e si arresta questo o quel medico? Ehhhh però è uno per bene. Ma io - e molti agrigentini silenziosi - #stiamoconlaprocuradiagrigento.

E 10 va anche ai Volontari di Strada, che, nel silenzio, aiutano centinaia di persone che conoscono la povertà vera. Anzi, in questi giorni si vota per la democrazia partecipata, andate all'indirizzo https://docs.google.com/forms/d/1-ABc7iotE42Bld22ahLhF8WucyPJ_DkxfBAIX1Si4Mc/viewform e votate bonus alimentari. Tutte le altre cose sono fuffa.

Nuccia Palermo merita 8 perché è sua la battuta politica più bella del 2015: mentre infuriava la polemica sul (sacrosanto) divieto di accamparsi sulle spiagge a Ferragosto la consigliera comunale ha diffuso una nota: «Più che Ferragosto sembrava il  2 Novembre». La ragazza – rispetto a molti colleghi – parla pure bene.

Anche Agrigentonotizie.it merita 10 perché forse da solo fa gli stessi contatti di tutti gli altri siti messi insieme.

E veniamo al sindaco Calogero Firetto al quale io do un 7,5: a me l’impronta che – in questi primi sei mesi – sta dando, piace. Così come mi piaceva lo Zambuto dei primi sei mesi. Speriamo che anche Firetto non sia deludente come lo è stato Marco.

Al nuovo Consiglio comunale invece do un s.v., come i voti che la Gazzetta dà ai giocatori che hanno giocato solo pochi minuti. Mi sembra che da quell’aula arrivi poco o nulla, ma anche per loro vale lo stesso discorso di Firetto: aspettiamo, siamo solo all’inizio. 

Al vecchio Consiglio comunale, quello dei primi cinque mesi dell’anno, darei un bel (bel si fa dire…) 4: sono i primi che si sono fatti cacciare dalla folla per la storia del numero di commissioni eccessivo (è un eufemismo…) rispetto al necessario. Diciamo che hanno salutato con disonore. Poi si può discutere di quello che è stato "Agrigentomanifesta". Ma per la prima volta c’erano 2 mila persone in piazza. Dire che erano tutti venduti è un insulto all’intelligenza.

Ai grillini do 6: c’è tanta fuffa (ma è nella tradizione del movimento) ma in qualche caso anche sostanza: gettonopoli nasce perché Gioacchino Schicchi racconta su La Sicilia delle 1133 commissioni in meno di un anno e Marcello La Scala da grillino – mentre gli altri, anche quelli che ora urlano, stavano muti - raccoglie il dato scandaloso e lo cavalca politicamente.

Poi Alessio Lasta (9) di Ballarò dà al caso una eco nazionale. Ma la campagna elettorale dei grillini alle scorse amministrative è stata da reparto di psichiatria.

Ma zero lo merita anche il Pd agrigentino che, da sempre irrilevante, si è pressoché pure nascosto. Inesistente e pure inutile. Come se non esistesse.

E veniamo al settore calcio che, ad Agrigento, è diventato una cosa seria: all’Akragas diamo 7 che è la media tra il 10 della prima parte del 2015 e il 4 di questi ultimi tre mesi. Siamo passati da una squadra che era un pugno chiuso dove tutti
remavano dalla stessa parte ad un’accozzaglia di giocatori che secondo me – ma è la mia idea personale, e dunque perfettamente confutabile – non sono da Lega Pro (e qualcuno manco da serie D..).

A Marcello Giavarini, il presidente dell’Akragas diamo 7 perché senza di lui il calcio sarebbe morto. Peccato che ha i soldi, ma non ha alcuna competenza sul calcio. Ha dato carta bianca a Peppino Tirri (4) che magari conosce i giocatori di
serie A ma ha dimostrato che non conoscere quelli di Lega Pro. Speriamo che la campagna acquisti di gennaio (se mai ci sarà) non sarà condotta da lui.

A Silvio Alessi do invece 10 perché è ormai l’unico collante tra la città e la squadra. Se si galleggia è grazie a lui (che peraltro mette pure dei soldi). A Nino Di Giacomo do pure 10: non è provinciale ed è da serie A. Quello che si vede con lui all’Esseneto non si vede nemmeno in molti campi della massima serie.

A Girgenti Acque dobbiamo dare 4: tante chiacchiere ma acqua ancora razionata e con i turni. E sono da quasi dieci anni là. A me la caccia all’uomo che si fa sul personale che ci lavora non piace. E’ la storia della volpe con l’uva e noi siamo agrigentini e ci conosciamo - bene o male - tutti.

Alla Colonna d’Ercole, e cioè a questa rubrica, darei 0 perché passano gli anni e – sostanzialmente – non cambia nulla. Quindi zero tagliato.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Franz La Paglia
    Franz La Paglia

    Il secondo comma dell'art. 27 della Costituzione della Repubblica Italiana recita testualmente: "L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva" Il secondo comma dell'Art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo precisa: "Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata". Nessuna meraviglia, dunque, che la cosiddetta società civile non abbia commentato. La procura della Repubblica, nel processo, è una delle parti. I magistrati sono esseri umani e quindi possono anche sbagliare. E' successo altre volte in passato, ad esempio nella vicenda Zambuto con la Fondazione Teatro Pirandello, quando persino il Procuratore Generale della Corte d'Appello, ha chiesto l'assoluzione dell'ex sindaco, condannato in primo grado. Se la Procura della Repubblica è una delle parti del processo penale, il giudice, invece, è terzo, come dovrebbe essere terzo anche il giornalista. Altrimenti diventa portavoce di una parte e per questo viola le norme deontologiche professionali. Soprattutto perché il giornalista deve essere libero di criticare anche la magistratura, se questa sbaglia.

  • Complimenti per il voto ai volontari di strada, di cui si e' ricordato che fanno tanto in silenzio e sostituiscono le assenze dello stato. Non mi piace il 7 a Firetto. Io avrei dato 5. A me non mi ha deluso in quanto non lo ho votato, ma chi l'ha votato convinto e' rimasto deluso.

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