Colonne d'Ercole

Colonne d'Ercole

L'opposizione extraconsiliare

Il fenomeno, in una città come la nostra indolente e piuttosto rassegnata, è del tutto inedito. Perché, e sfido chiunque a smentirmi, in questi quattro mesi di nuova consiliatura, le “botte” più forti per l’amministrazione sono arrivate da ambienti esterni al Consiglio comunale, dove peraltro Calogero Firetto ha (almeno sulla carta) una maggioranza numerica piuttosto rassicurante

Il fenomeno, in una città come la nostra indolente e piuttosto rassegnata, è del tutto inedito. Perché, e sfido chiunque a smentirmi, in questi quattro mesi di nuova consiliatura, le “botte” più forti per l’amministrazione sono arrivate da ambienti esterni al Consiglio comunale, dove peraltro Calogero Firetto ha (almeno sulla carta) una maggioranza numerica piuttosto rassicurante.

Persino i “grillini” quelli che sembrano distinguersi per una opposizione gridata e per proposte un po’ astruse (se non irrealizzabili) invece in Consiglio hanno scelto una linea meno gridata ma molto propositiva.

Il che, sia chiaro, per quanto mi riguarda è un passo avanti, ma dettato soprattutto dalla loro rappresentanza in Consiglio (La Scala e Carlisi) più attenta alla sostanza e agli obiettivi che al passaggio di 30 secondi nelle televisioni, anche le più “scognite”.

Poi, diciamolo, non è che il Consiglio comunale stia facendo barricate. Forse è ancora presto, molti devono ancora “ingranare” (nel senso di mettersi in moto e non di mettere da parte “grana”, sia chiaro…). Ricordo
soltanto la bella battuta, senz’altro la più bella battuta, di Nuccia Palermo, giovane ma spiritosa, che riferendosi al ferragosto senza falò, ha detto: “Più che il ferragosto sembra il 2 Novembre”.

Per il resto  l’aula ha mostrato fino ad ora tanti “annacamenti” su rifiuti e acqua, ma ancora poca sostanza. Aspettiamo, fiduciosi, perché si tratta di temi delicatissimi.

Ma è fuori dall’aula che gli strali sono più forti, forse anche dettati dalla sindrome della sconfitta elettorale che noi immaginavamo (pure nelle proporzioni) ma che loro, gli oppositori extraconsiliari, forse non immaginavano (almeno con queste proporzioni). Sono i due Giuseppe, Di Rosa e Arnone, così diversi tra loro (e forse anche incompatibili) uniti in queste settimane dalla opposizione extraconsiliare.

E’ come se per loro il risultato elettorale non abbia contato per nulla. Avrebbero fatto opposizione in aula, la faranno fuori.

Molto più gridata. Anzi, urlata.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Piero
    Piero

    C'è una bella differenza, fra Di Rosa e Arnone..."l'opposizione" portata avanti dal secondo, intrisa di aggressiva volgarità, fornisce soltanto un ulteriore contributo sul personaggio che continua a proporla in tutte le sedi possibili.

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