Colonne d'ercole

Opinioni

Colonne d'ercole

A cura di Fabio Russello

Tintinnio di manette

I trecentomila euro «buttati», «sprecati», «ammuccati» (chiamateli come volete) grazie alle commissioni consiliari sono soltanto la punta dell'iceberg. Circostanza, ovviamente, che non li mette al riparo dalla riprovazione popolare

Se proprio vogliamo dare ai consiglieri comunali del «ladri» (e tecnicamente non lo sono perché il gettone è previsto dalla legge) magari lo sono sì, ma sono ladri di polli. Perché i trecentomila euro «buttati», «sprecati», «ammuccati» (chiamateli come volete) grazie alle commissioni consiliari sono soltanto la punta dell'iceberg. Circostanza, ovviamente, che non li mette al riparo dalla riprovazione popolare, se non altro perché alcuni consiglieri hanno ammesso che il proliferare di commissioni era (anche) funzionale a prendere il gettone

Il fatto è che i consiglieri comunali sono diventati i «Calimero» della situazione. I brutti e cattivi senza appello. Ma dire che sono gli unici brutti e cattivi è davvero riduttivo. Pure l'ex sindaco Marco Zambuto ha cercato di mettere il carico da undici: «Basta con i gettoni», ha detto. Poi in Consiglio comunale è arrivato Giuseppe Di Rosa (che ha fatto un figurone, e questo va detto, insieme a Gibilaro, a Urso e perfino Mallia) e ha «snocciolato» i dati relativi agli amministratori che dal 2009 al giugno del 2014 hanno fatto parte della Giunta: il Comune per 39 assessori e il sindaco ha speso in cinque anni 1,7 milioni di euro. 

Unovirgolasettemilioni di euro. Millecinquecento persone in piazza contro (giustamente) quei consiglieri diventati simbolo dell'assalto alla diligenza (per colpa loro e della corsa ad accaparrarsi il gettone) che forse dal Consiglio di giovedì sera hanno capito che la battaglia che si sta giocando non è per qualche spicciolo. La pantomima sul Piano costruttivo, le carte che non si trovano, i dirigenti che non sanno nulla (e prendono un sacco di soldi come premio di produttività...) è stata agghiacciante. E che la Procura della Repubblica di Agrigento stia cercando di fare luce e capire che cosa c'è sotto la questione Prg non deve sorprendere. Questa è una Procura che ha dimostrato di non guardare in faccia nessuno, né potenti, né presunti potenti, né banditelli di terza categoria. E, soprattutto sulla questione del Prg, l'impressione è che all'orizzonte il tintinnio di manette sia sempre più assordante. 

Staremo a vedere che cosa accadrà da qui ai prossimi mesi. Ma intanto va detto che finalmente Agrigento è stata precursore in positivo: la manifestazione dell'altra sera è stata una bella cosa e spontanea e soprattutto in grado di respingere i tentativi di strumentalizzazione. 

Compreso quello di Peppe Arnone che, checché ne dica, è stato sonoramente contestato dalla folla, che forse ricorda la storia della sua indennità (dichiarata illegittima della Corte dei Conti e sanata con una legge proposta dal Governo Cuffaro) di vice del vicepresidente del Consiglio comunale. Altro che grande successo della sua partecipazione e altro che querele a Silvio Schembri..... L'età media di chi ha partecipato era bassissima. Speriamo che alle prossime elezioni questo tesoro non vada disperso anche se le avvisaglie sono purtroppo negative.

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