Colonne d'Ercole

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Girgenti acque ci hai stufato

Il tappo è saltato. Il servizio idrico ad Agrigento è diventato da qualche settimana un problema (anche) di ordine pubblico ed è forse il momento che il prefetto Nicola Diomede prenda in mano il fascicolo Girgenti Acque per capire che cosa non va

Prima l'episodio di Lucca Sicula, con un pensionato morto dopo che gli avevano staccato l'acqua. Ora l'ultimo episodio a Ravanusa, dove un addetto di Girgenti Acque è stato selvaggiamente picchiato dall' «utente» moroso al quale stavano per bloccare il contatore. 

Sono due facce della stessa medaglia. Il tappo è saltato. Il servizio idrico ad Agrigento è diventato da qualche settimana un problema (anche) di ordine pubblico ed è forse il momento che il prefetto Nicola Diomede, sostituendosi alla politica stracciona degli anni scorsi, prenda in mano il fascicolo Girgenti Acque per capire che cosa non va e che cosa si può aggiustare. Altrimenti è meglio prendere decisioni anche drastiche. 

Il silenzio rispetto a molti aspetti societari di Girgenti Acque (le dimissioni di consiglieri di amministrazione che denunciavano manovre piuttosto spericolate, la condanna definitiva dell'azionista di maggioranza della società per una truffa ad un ente pubblico) assomiglia molto ad una resa di fronte ad un centro di potere economico che sembra una sorta di Sceriffo di Sherwood della saga di Robin Hood. E non serve, quando si parla di bollette, dire che la tariffa è stabilita da un'Autorità nazionale, perché quella stessa Autorità, ovviamente, si riferisce a tariffe e consumi che hanno intanto un requisito fondamentale: acqua 24 ore su 24. 

Noi aspettiamo da ormai sette anni (sette anni!) che questo accada. E nel 2014 siamo ancora a consultare sul sito di Girgenti Acque quando sarà il turno (il turno!) della nostra zona. Delle due l'una: o Girgenti Acque riesce a garantire un servizio idrico adeguato alle tariffe (sì, sì, dell'Autorità nazionale...) oppure si prenda atto del suo fallimento (ovviamente non economico...) traendone le dovute conseguenze.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di mario aversa
    mario aversa

    era tanto che non leggevo così tanta chiarezza di idee su un tema così scottante ed attuale - il contenuto del "pezzo" andrebbe stampato su manifesti giganti ed affisso sui muri di tutta la provincia in particolare dinnanzi a quei comuni i cui sindaci hanno consegnato le chiavi delle reti idriche fognarie e delle reti di depurazione al gestore Girgenti Acque spa - bravo Russello.

  • Esistono anche dei giornalisti, oltre la marea di giornalai

  • Da condannare ogni forma di violenza, a maggior ragione se rivolta verso operatori che per forza di cose fanno il loro lavoro per potere vivere. Ma credo che la situazione con la società di gestione del servizio idrico sia INDEGNA, VEROGOGNOSAMENTE ignorata da chi invece dovrebbe indagare o, quanto meno, sorvegliare. In città tutti ormai sanno o almeno sospettano delle truffe di gestione del servizio idrico ai danni degli agrigentini, preventivi per lavori gonfiati ed affidati alle ditte dei proprietari, o ancora lavori mai effettuati ma da pagare e da accettare per ottenere gli allacci, tariffe gonfiate, diritti economici richiesti per un diritto del cittadino in una "civitas", rimborsi automatici decurtati e non assegnati... In città se si cita la detta società anche a chi lavora con o per loro si annuisce circa la usura a cui i cittadini sono sottoposti. E il commissario dov'è? La procura della Repubblica che fa? Si può fare una sana e normale indagine di gestione e verificare come vengono disposti i pagamenti? Quanti invece sono i rimborsati? In questo caso la colpa non è solo dell' "Agrigentino Capo-chino" ma di chi non volente o compiacentente non accende la luce per vedere se "c'è del marcio in Normandia..."

  • Da che mondo è mondo, l'acqua è stata ed è un bene prezioso all'uomo. Un bene che un cittadino non può essere privato: nè da parte di un Ente che gestisce il detto bene prezioso, nè da parte del comune. E le tariffe adottate non sono consone al servizio che l'utente riceve. Le tariffe per le quale si richiede il pagamento non sono in linea con conformità dell'erogazione dell'acqua che dovrà essere erogata 24 ore su 24 ore. Quindi, non si è in linea con i diritti e i doveri.

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