Colonne d'Ercole

Colonne d'Ercole

La macchina del gettone

L'indignazione è naturalmente dettata non solo dalle cifre che questi incassavano (o incassano?) grazie ai consigli comunali ma soprattutto grazie alle commissioni che si riuniscono praticamente ogni giorno. Se avessero raggiunto dei risultati appena sufficienti ci sarebbe stata più «clemenza»

Noi agrigentini siamo fatti così, amiamo lavare i panni sporchi in casa. E se restano sporchi pazienza: l'importante è che fuori Agrigento non si sappia di quei panni lerci. Un po' come accaduto con la scandalosa macchina del gettone che è diventato il Comune. E' successo questo: il quotidiano La Sicilia quel dato delle oltre mille commissioni riunite (e pagate) lo aveva dato in pasto ai lettori alcune settimane fa. Indignazione sì, ma alla fine non è successo un granché se non strappare al presidente del Consiglio Carmelo Settembrino la promessa di far sì che i verbali delle commissioni fossero pubblicate on line. Promessa peraltro ancora in parte disattesa. Poi Marcello La Scala, grillino sui generis, ha colto quel dato e lo ha dato a quelli del tgcom, il sito del canale all news di Mediaset. Da lì la notizia si è diffusa ed è stata ripresa dai quotidiani e dalle tv del Biscione. La Scala è di quelli che anziché cianciare di scie chimiche, di Renzi, di Bilderberg e di menate varie, parla poco e agisce di più, compreso quando c'è da andare a ripulire le erbacce della Villa Lizzi.

Sta di fatto che ora che si è scoperto che la macchina del gettone la conoscono anche al di là dello Stretto, l'indignazione, soprattutto sui social, ha superato i livelli di guardia. Tra i consiglieri comunali fino ad ora ho letto solo Alessandro Patti dare delle giustificazioni. Che reggano o no non è importante, ma almeno le ha date. 

L'indignazione è naturalmente dettata non solo dalle cifre che questi incassavano (o incassano?) grazie ai consigli comunali ma soprattutto grazie alle commissioni che si riuniscono praticamente ogni giorno. Se avessero raggiunto dei risultati appena sufficienti ci sarebbe stata più «clemenza». Ma per questi le commissioni sono diventate una specie di slot machine, con la differenza che, per loro, quando tiri la leva escono sempre 50 euro (lordi, in tutte le accezioni ammesse). Il punto è infatti questo: paghiamo queste slot machines senza avere alcun risultato per la comunità. E quando non si vince mai (o se, come in questo caso, vincono solo gli stessi trenta), tanto vale smetterla.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di alex
    alex

    La cosa più triste è ancora  che la gente aspetti ancora il Messia di turno per aggiustare  tutto.Agrigento sceglie di mettere consiglieri ignoranti, senza cultura estetica o esperienze di vita all'estero, perchè la maggioranza della popolazione locale ha queste caratteristiche.Si sceglie tra i propri simili.E' una legge di natura.

  • Avatar anonimo di pasquale
    pasquale

    GIURGINTA': complimenti per i rappresentanti che avete eletto,liberatevi dal giogo,alzate la testa,abbandonate la gloriosa storia (valle dei templi,Pirandello ecc.ecc.) tutte queste cose vi hanno reso gli ultimi in Italia,votate per il cambiamento.

  • Avatar anonimo di turi turi
    turi turi

    Se a Roma capitale c'è voluto Pignatone,possibile che da noi non  esista un misero Pignatino,un Tegamino o un Padellino,per smontare tutto il marcio che si autostipendia in questo povero paese,ultimo in tutto,ma primo negli scandali??

  • Avatar anonimo di salvatore
    salvatore

    Non vedo l ora che arrivi aprile per le votazioni in modo da mandarli al quel paese. Forse è la volta buona per votare lega nord. Ma sono tutti uguali fanno schifo

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