Colonne d'Ercole

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Qualche domanda a Giavarini

La mano sinistra sa che cosa fa la mano destra? Chi comanda in sede di mercato (visto che in società mi pare si sia capito chi comanda e non è Silvio Alessi...)? Le trattative le fa Laneri o lo staff di Giavarini (e Tirri)?

Alessi, Giavarini e Tirri

E' inutile girarci intorno: se non fosse stato per il gruppo di imprenditori guidati da Marcellino Giavarini l'Akragas non si sarebbe iscritta al campionato di Lega Pro e nemmeno (forse) in quello di serie D. Questo è un dato incontrovertibile da cui non possiamo non partire. E quindi ben venga la cordata dei «licatesi »che, scritto quando si parla di Akragas, è praticamente un assimoro: ghiaccio bollette, buio illuminato, silenzio assordante e, appunto, almeno nel calcio Akragas-Licata. Naturalmente per noi il problema non è la provenienza del presidente. Ce ne freghiamo perché pensare che un licatese non possa presiedere l'Akragas è un segno di provincialismo che, alla fine, è destinato a schiacciare ogni velleità di calcio che conta ad Agrigento. Alla fine degli anni Ottanta centinaia di agrigentini andavano a Licata per vedere la serie B (e il calcio che contava) e speriamo che centinaia di licatesi vengano all'Esseneto (perché si giocherà all'Esseneto, no?) a vedere l'Akragas.

Però è giunta l'ora di fare davvero chiarezza all'interno della società perché se non vi è unità di intenti alla fine si finirà contro un muro. E ci sono alcune domande a cui il presidente Giavarini forse dovrebbe rispondere con chiarezza e senza bizantinismi.

Per dire: possibile che nelle stesse ore in cui Antonello Laneri (senza contratto) abbia negoziato con Vincenzo Feola, il presidente Giavarini e i suoi abbiano contattato e pressoché chiuso con Nicola Legrottaglie. La mano sinistra sa che cosa fa la mano destra? Chi comanda in sede di mercato (visto che in società mi pare si sia capito chi comanda e non è Silvio Alessi...)?  Le trattative le fa Laneri o lo staff di Giavarini (e Tirri)? Siamo sicuri che il silenzio di questi giorni sia solo dettato dalla volontà di operare sotto traccia e senza clamore, oppure il silenzio di questi giorni era dettato solo dal fatto che si sapeva poco o nulla sul da farsi ?Questi bulgari che gravitano nel mondo Akragas, chi sono? E sullo stadio (a prescindere dalla illuminazione) qual è l'idea della società? Perché il vero problema è non fare gli errori dell'inizio della scorsa stagione quando, a causa di problemi (soprattutto finanziari) si era deciso di fare una «squadretta» per poi cambiare (tutto) in corsa. L'anno scorso è finita bene, e quest'anno?

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Antonio
    Antonio

    Personalmente non mi fiderei troppo di questi personaggi. Siamo al 20 Luglio e ancora non si ha un minimo di ufficialità sul tecnico e, cosa assurda, sulla rosa dei giocatori. Lasciando perdere il problema stadio che, a mio parere, non si risolverà costringendoci a giocare un bel po di campionato a Trapani, chiederei al Presidente perchè non ha investito nella sua Licata? Tra l'altro lo avrebbero fatto santo subito, invece di venirci a illudere a domicilio. Secondo me non sanno cosa fare. Purtroppo.

  • Avatar anonimo di alberto
    alberto

    Oggi più che mai, nella fase di crisi profonda che attanaglia il mondo del calcio, se una piccola realtà, come quella nostra, vuole sperare di restare, e possibilmente crescere ancora, nel calcio che conta, è necessario che tutte le componenti che orbitano attorno alla squadra di calcio che ne è espressione, interagiscano per i raggiungimento degli obiettivi sportivi prefisasti. Gli organi di informazione, non vi è dubbio, per la capacità (e la rasponsabitlità' che hanno di orientare e condizionare l'opinione e l'umore della tifoseria, rappresenta una componente fondamentale. Evitiamo dunque inutili e sterili polemiche. Non facciamo dietrologia. Asteniamoci dal praticare e fomentare una perniciosa caccia alle streghe. Lasciamo lavorare in pace la società e remiamo tutti assieme nella stessa direzione che, ne sono convinto, ci porterà verso nuovi e grandi traguardi sportivi.

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