Colonne d'Ercole

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Colonna d'Ercole: il Grillo che spaventa le talpe

Certo, è un comico. Ma le cinquemila persone di piazza Stazione, che non si vedono nemmeno per il brindisi di Capodanno, hanno probabilmente aperto uno scenario che terrorizza i leader locali

Certo, è un comico. Ma le cinquemila persone di piazza Stazione, che non si vedono nemmeno per il brindisi di Capodanno, hanno probabilmente aperto uno scenario che terrorizza i leader locali nonché candidati-quasi-certamente-rieletti dei partiti tradizionali. Proviamo a chiudere gli occhi e ascoltiamo i loro spot: da quello più a destra a quello più a sinistra non c'è differenza di messaggio. Tutta la stessa solfa. Tutti. 

Vai invece a piazza Stazione e trovi uno che qualcosa di diverso te lo dice - a prescindere se sia giusto o sbagliato: quello lo decidono gli elettori - e che, questo è un dato oggettivo, ha il coraggio di affrontare le piazze. I nostri candidati-quasi-certamente-eletti si riuniscono al chiuso nelle sale da cento posti facilmente riempibili con le truppe cammellate. Sembrano talpe. Poi ci metti qualche bell'intervento prima delle elezioni (c'è chi diminuisce l'Imu, chi promette nuove norme per la criminalità, chi si sveglia e all'improvviso scopre che Agrigento ha qualche problema) e stringe accordi. 
 
Il comizio di un candidato presidente in un paesino dell'Ennese con tre-persone-tre di pubblico (e quattro sul palco) la dice lunga. E' per questo che qualche previsione si può fare. I sondaggi dicono che Grillo pesca indistintamente a destra e a sinistra e ci sono oggi liste - che hanno deputati - che rischiano di non arrivare al 5 per cento. Puoi prendere 12mila voti (qui sono assai) ma se in ambito regionale la tua lista non arriva al 5 per cento non bastano. Ad Agrigento a rischio qualcuno - uno di sicuro - c'è. Manca una settimana. Non resta che aspettare.
Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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