Colonne d'Ercole

Colonne d'Ercole

La metamorfosi di Angelino

Quello che protestava contro le condanne del suo ex capo sulle scale di un tribunale pare ormai roba da archeologia politica, quello che firmava i Lodo su misura pare una sua controfigura. È più rilassato, forse perché non deve temere giorno e notte che qualcuno gli faccia le scarpe

Diciamolo subito: il suo compito sarà difficile perché sottrarsi ad un passato che resta ancora pesante è un'impresa più simile a quelle di Ulisse che resiste alle Sirene. Però Angelino da quando ha mollato - finalmente - l'Uomo Nero di Arcore sembra un altro. Quello che protestava contro le condanne del suo ex capo sulle scale del tribunale di Milano pare ormai un lontano parente dell'Angelino che vediamo ultimamente, quello che firmava i Lodo su misura pare una sua controfigura, quello del caso Shalabayeva doveva essere chissà chi. È più rilassato forse perché non deve temere giorno e notte che qualcuno gli faccia le scarpe come accadeva nel suo vecchio partito con tutti quegli "amici" che si ritrovava.

E che dire dei toni che ha sul fenomeno della immigrazione: non possiamo certo accogliere tutti, ma di certo non possiamo farli morire in mare. Ha pure riscoperto che è agrigentino: rubano il rame e - soprattutto - sparano ai carabinieri e arriva in Prefettura col suo peso e beccano dopo manco 24 ore i primi sei ladri (romeni) e pure forse il ricettatore (italianissimo) che forse ricomprava il rame rubato; praticamente è lui che ha deciso di prendersi l'Akragas in mano perché ha capito che col calcio si fanno voti e che col calcio di discreto livello anche l'economia della città ne risente.

E inoltre è l'unico - o uno dei pochissimi - della corte dei miracoli berlusconiana non coinvolto in vicende di tangenti: Galan, Verdini, Scajola, persino Letta sì, lui no. Ora serve solo un altro piccolo sforzo: faccia arrivare soldi dalle nostre parti e spinga qualcuno a presentare i progetti. Ma che stu Angelino sia cambiato è solo una mia impressione o è anche la vostra?

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Giovanni
    Giovanni

    Bravo Fabio Russello, con una moderata ironia e la sagacia che ti contraddistingue, hai costruito uno stimolante articolo con molti spunti di verità. L'Angelino Alfano di un tempo (forza Italia) ha attuato il cambiamento (nuovo centro destra) spinto da alcune delle più importanti risorse degli uomini (ma che non tutti purtroppo usano): la ragione e l'intelligenza. Dopo aver creduto a tanti ideali di un certo partito, ha avuto la capacità e la caparbietà di cambiare costruendone un altro. La potenza degli ideali di ognuno di noi dovrebbe essere spesa altrettanto bene nel credere al cambiamento e nell'impegno per attuarlo. ​Apprezzo quanto tu scrivi a proposito dell'essersi ricordato di essere agrigentino. Forse è anche vero, ma sappiamo entrambi (...e non solo noi) in quante altre "imprese" si sia cimentato per Agrigento e gli agrigentini. Però, essendo un Ministro a cui sono affidati compiti istituzionali e nazionali, l'essere partigiano non gli si confà. Sulla onestà, nonostante la potenza politica, la ricchezza personale, le conoscenze trascorse ed attuali, io non mi affido solo alla mancanza di clamori giudiziari ma anche ai concreti sforzi personali che lo tengono lontano da complesse ma pericolose ambiguità. Lasciami concludere con un eloquente periodo di Niccolò Machiavelli che, penso, ben si adatti all'argomento, soprattutto considerando quanti gli navigano contro, nonostante le apparenze: "Deve essere ricordato che nulla è più difficile da pianificare, più dubbio a succedere o più pericoloso da gestire che la creazione di un nuovo sistema. Per colui che lo propone ciò produce l’inimicizia di coloro i quali hanno profitto a preservare l’antico e soltanto tiepidi sostenitori in coloro che sarebbero avvantaggiati dal nuovo". Niccolò Machiavelli Un caro saluto. Giovanni Gallo, avvocato in Agrigento

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