Colonne d'Ercole

Colonne d'Ercole

L'alfabeto del 2016

Analisi della città di Agrigento e dei suoi personaggi sulla base di consonanti e vocali. Dalla A di "Agrigento", alla Z di "Zona A". Come sarà il nuovo anno?

A come Agrigento. E’ la nostra città. Da venti anni è vittima di un inesorabile declino economico e sociale. Inutile dare la responsabilità al destino cinico e baro. La colpa è nostra: siamo noi che votiamo, siamo noi gli attori mancati dello sviluppo di una terra che è stata come una Ferrari guidata da gente senza patente.

B come serie B. Il presidente dell’Akragas Giavarini ha detto a inizio stagione che l’obiettivo era la serie B in quattro anni. I risultati al momento, ma è ancora presto per fare il bilancio definitivo, dicono che si rischia di tornare invece in serie D. Per il 2016, al suo posto e per non perdere i soldi (tanti) che ha già investito, tenderei fin da subito a prendere calciatori in grado di giocare in Lega Pro. Molti di quelli attuali sono (già) da serie D.

C come Cattedrale. In questi anni si sono sentite chiacchiere a tutti i livelli, ma la Cattedrale è sempre lì in bilico sul colle di Girgenti. Se cade sappiate che la colpa non è del destino, ma solo ed esclusivamente degli uomini che non hanno saputo salvarla.

D  come depurazione. Problema ancora irrisolto (e non solo per colpa di Girgenti Acque). Quindi il rischio è che anche nel 2016, da giugno in poi, vedremo delle belle (si fa per dire…) macchie marroni galleggiare sul nostro bel mare. La colpa non è solo di Girgenti Acque perché pure nei giorni scorsi sono stati scoperti allacci abusivi alle fogne. 

E come elezioni. Ad Agrigento, almeno sulla carta, quest’anno non ci saranno elezioni. Né amministrative, né politiche, né regionali. Quindi in teoria il clima da campagna elettorale permanente è destinato a scemare e anziché esasperare i toni magari si potranno focalizzare meglio i problemi (che sono tanti). 

F come Firetto. Il 2016 sarà un anno pieno per l’Amministrazione comunale. I primi sei mesi sono stati difficili perché la città veniva da un anno e mezzo di disastri e perché chi ha perso le elezioni non si è ancora rassegnato ad averle perse. Vediamo se nel 2016 riuscirà a fare meglio.

G come Girgenti Acque. Per il 2016 non vedo nulla di buono né sul piano delle tariffe (sempre troppo care in relazione al servizio offerto), né sul piano della distribuzione (con l’acqua sempre razionata). Speriamo di essere smentiti. 

H come accarezzare. Era difficile trovare un vocabolo e invece vi ho fregati. Diciamo che tutti quanti dovremmo accarezzare il sogno di vedere una città diversa. E il sogno deve cominciare da noi.

I come Isole Pedonali. In tutto il mondo le isole pedonali sono un segno di civiltà, da noi invece suscitano chiacchiere da bar. L’auspicio per il 2016? Che ce ne siano sempre di più, dove si può.

L come Lungomare. Diciamolo: in questi anni è stato ridotto ad uno schifo per colpa di chi avrebbe dovuto curarlo (il Comune), di chi avrebbe dovuto pulirlo (le ditte) e di avrebbe dovuto tenerlo pulito (i cittadini). Anche se è l’unico lungomare del mondo da dove non si vede il mare, speriamo che per l’estate del 2016 non sia ancora una discarica a cielo aperto.

M come Montenegro. Il cardinale arcivescovo di Agrigento, fedelissimo di Bergoglio, è un orgoglio per tutti gli agrigentini. Per chi ci crede e per chi non ci crede. Sempre dalla parte dei più deboli non solo a parole ma anche con i fatti. Lontano anni luce dagli attici romani che gridano vergogna.

N come novità. E’ il vero dramma di Agrigento. Sfido chiunque a dirmi quale possa essere una novità in arrivo in città e in grado di cambiare il suo destino. La risposta è nessuna. Al netto delle manette, si capisce.

O opposizione. Gli ultimi sei mesi del 2015 hanno visto in campo l’opposizione extraconsiliare e cioè i non eletti che si sono messi a gridare (spesso alla luna). Ora aspettiamo l’opposizione consiliare, quella che ha cioè la legittimazione popolare (compresi dunque i grillini). Fermo restando che anche i non eletti possono sempre fare opposizione eh.

P come Procura. Sarà l’ultimo anno ad Agrigento dei procuratori Ignazio Fonzo e Renato Di Natale. E sarà l’ultimo anno non perché – come si è sentito e risentito in questi mesi – il Csm abbia deciso di cacciarli via da Agrigento ma perché hanno superato il limite massimo di permanenza che la legge prevede per i magistrati. Speriamo che i successori, che comunque arriveranno nel 2017, siano altrettanto efficienti.

Q come questione gettoni e indennità. Discorso spinoso e io la penso così: gli amministratori devono avere una indennità perché altrimenti non potrebbero occuparsi della cosa pubblica a tempo 
pieno. I consiglieri devono avere, per la stessa ragione, il gettone per i Consigli e anche per le commissioni. Quello che va contestato è da una parte l’abuso (fai una inutile commissione di un quarto d’ora solo per incassare il gettone, ed è successo) e dall’altra l’ipocrisia (se prima gridi contro gettoni e indennità poi non puoi accettarla come se niente fosse,ed anche questo è successo).

R come rigassificatore. La spade di Damocle che invece non è mai caduta perché – al di là delle chiacchiere – tra nuovi scenari politici (mondiali e non del Rabato…) e inchieste giudiziarie è venuto meno l’interesse a farlo. Quindi scordatevelo.

S come Sagra del Mandorlo. Diciamocelo: fatta così serve a nulla. Una volta c’era la curiosità di vedere usi e costumi di popoli lontani, oggi basta cliccare su youtube. Deve essere ripensata radicalmente. Anche perché siamo a inizio gennaio e non c’è uno straccio di programma, quindi dal punto di vista turistico è già del tutto inutile. Soldi buttati.

T come trasporti. Fermo restando che l’aeroporto è stato definitivamente accantonato (i dati di traffico sono chiari: non avrebbe la capacità di sostenersi) la vera speranza per sottrarci all’isolamento è il raddoppio della Statale 640 i cui lavori sono già in ritardo di quattro anni e senza che dal mondo politico e dalle Istituzioni ci si chieda come mai siano pressoché fermi. Signor prefetto lo chieda lei.

U come Università. Permettere che il Cupa sparisca da Agrigento sarebbe un altro delitto perpetrato contro gli agrigentini. Qualunque amministratore di qualunque colore politico dovrebbe per prima cosa consentire agli studenti le cui famiglie magari non possono permettersi di mantenerli in un’altra città di potere conseguire la laurea qui. Tutto il resto è fuffa.

V come Volano. Magari vi aspettavate Valle dei Templi e invece utilizzo un’altra parola talmente abusata e talmente assurda che fa sì che coloro che la usano meritino di essere presi in giro (come fa con grande ironia l’ex consigliere Alessandro Patti). Basta col volano. E se sentite qualcuno utilizzare ancora la parola “volano” (tipo “sarà volano per lo sviluppo” e similari) prendetelo in giro. Se lo merita.

Z come Zona A. Il fenomeno dell’abusivismo è pressoché eliminato, e resiste solo a livelli “fisiologici”. Il 2016 potrebbe essere l’anno delle nuove demolizioni. Si possono fare tante chiacchiere – pure assurde come quelle sui criteri utilizzati – ma la legalità passa pure dalle ruspe.

Colonne d'ercole

" Classe 1971, è un giornalista, firma del quotidiano ""La Sicilia"" e corrispondente da Agrigento per ""La Repubblica"" e per l'agenzia di stampa ""Agi"". Iscritto all'Ordine dei giornalisti pubblicisti nel 1994, è diventato professionista nel 2007. Racconta per noi - controcorrente - quello che va al di là dei confini della cronaca. "

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