Venerdì, 14 Maggio 2021
Colonne d'ercole

Opinioni

Colonne d'ercole

A cura di Fabio Russello

Giù le mani dall'Agagassi

Criticare Alfano per il suo (non) impegno per Agrigento è come sparare sulla Croce Rossa. Solo che, come ben sa Silvio Alessi, Alfano tra le pochissime cose che gli possiamo attribuire, è uno di quelli grazie al quale ad esempio l’Enel ha sponsorizzato l’Akragas calcio

Sono un po’ preoccupato, lo confesso. Perché temo che questa infinita campagna elettorale (e ancora ne abbiamo un altro mese…) possa davvero influire sugli assetti del giocattolo che, piaccia o non piaccia, è pressoché l’unica cosa che funziona in questa città. E se all’inizio pensavo (e speravo) che il limite non si superasse ecco arrivare Vittorio Sgarbi che, scendendo in campo al fianco di Silvio Alessi, si è lanciato in accuse – ma siamo quasi oltre il limite della semplice critica – contro Calogero Firetto ( e ci sta, con i tempi e la campagna elettorale a cui stiamo assistendo) e ad Angelino Alfano. Diciamolo subito: criticare Alfano per il suo (non) impegno per Agrigento è come sparare sulla Croce Rossa. Solo che, come ben sa Silvio Alessi,  Alfano tra le pochissime cose che gli possiamo attribuire, è uno di quelli grazie al quale ad esempio l’Enel ha sponsorizzato l’Akragas calcio. Forse sarebbe il caso che Silvio Alessi a Vittorio Sgarbi glielo spiegasse. Anche perché, per usare una metafora calcistica, è ancora fresco l’autogol messo a segno quando sempre Sgarbi sosteneva Totò Pennica. Venne a Porta di Ponte e distrusse la già zoppicante campagna elettorale dell’avvocato penalista: tra riferimenti al “pilu” biondo e al “pilu” nero declamò sostanzialmente che la mafia non esiste e che i veri criminali erano i magistrati di Palermo. 

Ovviamente aspettiamo sempre che i candidati dicano esattamente che cosa intendono fare anziché insultarsi a vicenda e lanciarsi strali da sfida all’ok corral. Possibile che non si è ancora capito che questo sistema non solo non porta vantaggi a chi lancia le accuse, ma anzi dà vantaggi a chi è l’obiettivo. 

Ma tornando alle polemiche che rischiano di “rovinare” i rapporti interni all’Akragas calcio la speranza è che la passione delle 2 o 3 mila persone che vanno regolarmente allo stadio non vengano strumentalizzata. Anche perché c’è di mezzo la questione dell’illuminazione dello stadio Esseneto che l’Enel finanzia e che tra Comune di Agrigento e Akragas calcio non si riesce a realizzare. E se questi lacci e lacciuoli siano direttamente indirettamente collegati alla campagna elettorale?

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