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Colonne d'ercole

Opinioni

Colonne d'ercole

A cura di Fabio Russello

Don Franco e don Marco

Perché dobbiamo sempre calarci le braghe davanti al ricco o al potente di turno e aprire sempre e comunque loro le porte? E finalmente Agrigento ha ora un arcivescovo come Francesco Montenegro

Da agrigentino ho provato rabbia quando ho letto il comunicato di Klaus Davi che attribuiva al sindaco Marco Zambuto la proposta agli stilisti Dolce e Gabbana di fare una sfilata di moda nella Valle dei Templi. Il Comune di Milano (con qualche sfumatura diversa..) aveva chiuso loro le porte a causa della condanna per evasione fiscale e noi gliele abbiamo spalancate. Ma perché dobbiamo sempre calarci le braghe davanti al ricco o al potente di turno e aprire sempre e comunque loro le porte?

Era successo già una volta con Vittorio Sgarbi (quello che aveva dato dell'assassino a Giancarlo Caselli) a cui si voleva dare la cittadinanza onoraria. Ora tocca ai due celebri stilisti, freschi di condanna. Davi ha centrato l'obiettivo per il quale Marco Zambuto (e non il Comune, si spera) lo paga. La proposta ha infatti fatto il giro d'Italia: "Se sei condannato e il tuo Comune non ti vuole vieni da noi che ti vogliamo lo stesso". Io non ci sto, altrimenti - visto che il criterio è l'essere ricchi e famosi - si poteva, che ne so, chiedere a Bin Laden di fare qualche folle video messaggio dei suoi con un bel Tempio della Concordia stampato sulla sua tunica. Paradosso forte, me ne rendo conto. Ma è l'ora di finirla con le fregnacce del ritorno di immagine di Agrigento, comunque e ad ogni costo, Dolce & Gabbana di qua e Dolce & Gabbana di là.

Per fortuna c'è Don Franco che ha rimesso, anche se un altro tema, la barra a dritta. Sono sicuro che molti di voi hanno provato sgomento assistendo (io l'ho visto grazie a un video su youtube di Nuccio Cremone) alla indegna gazzarra che si è scatenata sotto il fercolo di San Calogero. L'assalto alla statua, le bestemmie, la rissa, gli improperi. Ma finalmente Agrigento ha ora un arcivescovo come Francesco Montenegro. Il suo predecessore ce lo ricordiamo alla testa degli abusivi della Valle dei Templi, questo invece ha alzato la voce e indicato alla Chiesa la strada della legalità per riappropriarsi del Santo letteralmente "espropriato" agli agrigentini dai portatori. La zuffa davanti il Santuario è stata davvero una scena vergognosa che segue la deriva di una festa che di tradizionale ormai ha ben poco. E in attesa che qualcuno si scusi, Don Franco ha deciso, con coraggio, di riprendersi, da capo della Chiesa qual è, quella festa e quel fercolo.

Don Franco e don Marco

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