Lunedì, 15 Luglio 2024
Organismo

Curare la tiroide curando l’intestino: le ultime evidenze scientifiche e le strategie da adottare

Perché la tiroide non può essere curata senza considerare la salute del proprio intestino e la sua connessione con gli altri organi e apparati

Non si può curare la tiroide trascurando un altro organo fondamentale del nostro organismo, dove hanno origine tutte le malattie: l’intestino. Ad oggi, infatti, numerose persone che soffrono di tiroide e che pensano di curarla in maniera corretta manifestano comunque diversi disturbi come stanchezza, stress, pancia gonfia, perdita dei capelli, insonnia, aumento del grasso corporeo, meteorismo o alterazione dell’alvo. Eppure, i loro esami del sangue vanno bene e il dosaggio dei farmaci è corretto. 

Allora perché convivono con una costante sensazione di malessere? 

La connessione tra tiroide e intestino

La stretta connessione tra tiroide e intestino è dimostrata da recentissime ricerche raccolte nel volume “Asse Tiroide-Intestino” della dott.ssa Serena Missori e del dott. Alessandro Gelli. Questo libro non solo fornisce a chi ha problemi di tiroide delle armi efficaci per gestire la propria salute, ma sintetizza anche la vasta bibliografia scientifica per supportare i medici nell’aggiornamento sulla tematica tiroide-intestino.

Gli ultimi studi sull’asse tiroide-intestino

La buona funzionalità tiroidea non deve essere valutata considerando solamente i valori degli ormoni tiroidei, ma deve tenere sempre in considerazione il legame stretto con il microbiota, la permeabilità intestinale e l’assorbimento dei nutrienti. Analizzando gli ultimi studi sull’Asse, gli autori spiegano come un microbiota sano (eubiosi) abbia effetti benefici sul sistema immunitario e sulla funzione tiroidea.

Quanto intestino e microbiota influenzano la tiroide

Innanzi tutto, è dimostrato che le malattie tiroidee e intestinali possono coesistere (tiroidite autoimmune, malattia di Graves, noduli, tumori della tiroide, celiachia, sensibilità al glutine non celiaca ecc.) a causa dell’aumentata permeabilità intestinale. 

La disbiosi promuove l’infiammazione e può attivare il processo autoimmunitario, oltre a ridurre la conversione di T4 in T3. Inoltre può ridurre la disponibilità di iodio, ferro, zinco, selenio, fondamentali per la sintesi degli ormoni tiroidei.

Ma perché, ad oggi, la connessione tra tiroide e intestino è stata ignorata?  “Perché viviamo in un contesto culturale in cui è più facile occuparsi della punta dell’iceberg anziché della sua base” continuano gli autori. 

Eppure, tutte le malattie hanno origine nell’intestino.

L’intestino, infatti, è la sede principale del sistema immunitario, possiede un sistema nervoso ed è un enorme produttore di ormoni e neurotrasmettitori. È, quindi, quell’organo che per primo viene a contatto con gli alimenti, a partire dalla nostra bocca, con cui decidiamo di nutrirci. È quindi fondamentale per l’assorbimento dei nutrienti essenziali: se non lo fa in maniera corretta, ecco che si altera anche il buon funzionamento della tiroide. 

Come ottimizzare la terapia sostitutiva 

Come già detto, si pensa che è sufficiente avere degli esami nella norma per avere una buona funzione tiroidea, ma non è così semplice. Infatti la tiroide, quando funziona correttamente, modula costantemente la produzione degli ormoni tiroidei in base alle necessità del momento. C’è, quindi, una produzione basale di ormoni tiroidei che garantisce le funzioni vitali ma questa produzione può variare durante la giornata, in base alle necessità. 

Qualche esempio: quando facciamo un lavoro di concetto il cervello, con tutte le sue connessioni, comunicherà che ha bisogno di altri ormoni tiroidei per fare bene il suo lavoro e questi prontamente arriveranno. Stessa cosa se facciamo un’intensa attività fisica. 

Questi meccanismi regolatori di feedback vengono meno o diventano difettosi in caso di ipotiroidismo, tiroidite autoimmune con ipotiroidismo, ipertiroidismo, ipotiroidismo post-chirurgico o post-terapia radiometabolica. Chi soffre di questi disturbi, quindi, dovrà farsi bastare la terapia sostitutiva per le necessità. 

Con “Asse Tiroide – Intestino” si capirà come ottimizza¬re l’utilizzo della terapia sostitutiva, agendo in modo determinato e diretto sugli organi e sugli apparati connessi alla tiroide e che necessitano di valori ottimali degli ormoni tiroidei per funzionare correttamente. 

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