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Gran caldo

Qual è la temperatura massima che il corpo umano può sopportare

Le ondate di calore stanno diventando sempre più lunghe, più frequenti e più calde. E secondo l’ONU il caldo diventerà ancora più intenso nei prossimi anni. Qual è la temperatura massima che l’essere umano può tollerare? La risposta arriva da uno studio americano

all'Italia al Nord America, passando per la Cina: l’ondata di caldo record che si è abbattuta questa estate sull’emisfero boreale non sta risparmiando nessun Paese. In alcune zone dell’Italia le temperature hanno superato i 40 gradi, con oltre 20 città in allarme rosso in questi giorni. Nella giornata di ieri la Sicilia e la Sardegna hanno toccato i 46°C, mentre il giorno precedente a Salemi (Sicilia) e Tertenia (Sardegna) si sono sfiorati i 47,5 °C. Ma anche nel resto d’Europa, negli Usa, e in Asia le temperature sono roventi: domenica 16 luglio Sanbao (nel Nordovest della Cina) ha registrato una temperatura record di ben 52,2 °C, mentre Phoenix (negli USA) ha toccato temperature superiori a 43,3 ° C per 19 giorni consecutivi. A livello globale, la Terra ha probabilmente vissuto la sua settimana più calda mai registrata all'inizio di luglio.

Negli ultimi anni le ondate di calore stanno diventando sempre più lunghe, più frequenti e più calde, a causa del riscaldamento globale generato dall’effetto serra, dalla cementificazione e dall’uso massiccio dei condizionatori. "Il caldo sarà sempre più intenso - avverte l’ONU -, bisogna prepararsi". Le temperature hanno superato la peggiore proiezione prospettata sino ad oggi dagli scienziati più pessimisti. Ma qual è la temperatura massima che un corpo umano sano può sopportare? A rispondere è uno studio della Penn State University (USA).

Caldo eccessivo e tassi elevati di umidità mettono a rischio la salute

"Le ondate di calore - spiega il Ministero della Salute - si verificano quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione". Insieme, caldo eccessivo e tassi elevati di umidità possono alterare il sistema di regolazione della temperatura corporea mettendo a rischio la salute. "Normalmente - continua il Ministero della Salute -, il corpo si raffredda sudando, ma in certe condizioni fisiche e ambientali questo non è sufficiente. Se, ad esempio, l’umidità è molto elevata, il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato efficacemente. La temperatura del corpo, quindi, aumenta rapidamente e può arrivare a danneggiare diversi organi vitali e il cervello stesso". Un'esposizione prolungata ad alte temperature può causare disturbi lievi, come crampi, svenimenti, edemi, o più gravi, come congestione, colpo di calore e disidratazione.

Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet, negli ultimi 20 anni, i morti per il caldo sono aumentati del 68%. Mentre nell’estate 2022 (la più calda della storia d’Europa) sono morti ben 61.000 persone, la maggior parte dei quali (18 mila) in Italia (secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine). Quale sarà il bilancio del 2023?

Articolo: Troppo caldo, panettiere muore al lavoro: la temperatura del corpo sfiorava i 42 gradi

La temperatura limite oltre la quale il corpo non può raffreddarsi

Uno studio pubblicato nel 2010 ha scoperto qual è la temperatura limite di bulbo umido. Per "temperatura di bulbo umido" si intende un indice che indica i valori di temperatura e umidità oltre i quali l'aria è così satura di vapore acqueo da impedire l'evaporazione del sudore da un corpo bagnato.  Si tratta di un punto oltre il quale il corpo umano non riesce più a gestire la sudorazione e la sua evaporazione, e non ha quindi modo di raffreddarsi.

Secondo quanto emerso dalla ricerca, la temperatura limite di bulbo umido è di 95 gradi fahrenheit (ovvero 35° C)  con un'umidità al 100%, o di 115 gradi fahrenheit (ovvero 46° C) con un'umidità al 50%. Oltre questo limite, il corpo non sarà in grado di perdere calore nell'ambiente in modo abbastanza efficiente da mantenere la sua temperatura corporea interna. Solamente di recente questo limite è stato testato sugli esseri umani in laboratorio e messo in discussione. 

Il Progetto PSU HEAT

Per rispondere alla domanda “Qual è la temperatura massima che il corpo può sopportate?", i ricercatori del laboratorio Noll della Penn State University hanno indagato, nell’ambito del progetto PSU HEAT, quali combinazioni di temperatura dell'aria e umidità iniziano a diventare dannose anche per gli esseri umani più sani. Hanno quindi sperimentato su un gruppo di uomini e donne giovani e sani lo stress da calore in una camera ambientale controllata. Ogni partecipante ha assunto una piccola pillola telemetrica che monitorava continuamente la propria temperatura corporea interna, e si è seduto in una camera climatica, muovendosi quanto bastava per simulare le attività minime della vita quotidiana, come fare la doccia, cucinare e mangiare. I ricercatori hanno gradualmente aumentato la temperatura nella camera o l'umidità in centinaia di esperimenti separati e monitorato quando la temperatura interna del soggetto iniziava a salire.

Il limite ambientale critico

E’ chiamato "limite ambientale critico" quella combinazione di temperatura e umidità al quale la temperatura interna della persona inizia a salire. Al di sotto di questo limite, il corpo è in grado di mantenere una temperatura interna relativamente stabile per lunghi periodi di tempo. Al di sopra, la temperatura interna aumenta continuamente e parallelamente aumenta il rischio di malattie legate al caldo con esposizioni prolungate. Quando il corpo si surriscalda, il cuore deve lavorare di più per pompare il flusso sanguigno alla pelle per dissipare il calore, inoltre sudando perde anche molti liquidi. Nel caso più estremo, l'esposizione prolungata può provocare un colpo di calore, un problema potenzialmente letale che richiede un raffreddamento immediato e rapido e cure mediche.

Il progetto PSU HEAT ha dimostrato che questo limite ambientale critico è persino inferiore ai 35°C teorizzati dallo studio del 2010. Si verifica a una temperatura di bulbo umido di circa 87° fahrenheit (31°C) con un'umidità al 100% o di circa 100° fahrenheit (38° C) con un'umidità al 60%.

E negli ambienti caldi e secchi?

Le ondate di calore che stanno investendo la gran parte dei Paesi del mondo stanno superando i limiti ambientali critici e si stanno avvicinando, se non superando, anche alla temperatura limite di bulbo umido individuata dallo studio. Paesi come il Medio Oriente, l’Asaluyeh, l’Iran, hanno registrato il 16 luglio scorso una temperatura massima di bulbo umido estremamente pericolosa di 92,7 F (33,7° C). Stesso trend è stato registrato in India e Pakistan. In ambienti caldi e secchi, come questi, i limiti ambientali critici non sono definiti dalle temperature di bulbo umido, perché quasi tutto il sudore prodotto dal corpo evapora (per l'aria esterna secca), raffreddando il corpo. L'aria esterna ha poco vapore acqueo, quindi, ne accoglie altro senza frapporre resistenza.

Mentre l'efficacia termodispersiva del sudore è minima quando il tasso di umidità è elevato, è massima in climi caldi, secchi e ventilati. Tuttavia, la quantità di sudore che gli esseri umani possono espellere è limitata. Quando la temperatura sale, l'organismo acclimatato può espellere fino a 4-6 litri di sudore ogni 60 minuti. E, se queste perdite non sono prontamente compensate da un'adeguata assunzione di liquidi, vengono compromesse le normali funzioni dell'organismo.

Perché le persone anziane sono più a rischio

Il progetto PSU HEAT è ora impegnato a testare anche uomini e donne più anziani, poiché anche l'invecchiamento in buona salute rende le persone meno tolleranti al calore. L'aumento della prevalenza di malattie cardiache, problemi respiratori e altri problemi di salute, così come alcuni farmaci, possono esporli a un rischio ancora maggiore di danni. Le persone di età superiore ai 65 anni rappresentano dall'80% al 90% delle vittime delle ondate di caldo. 

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Come difendersi dal caldo record

Poche e semplici regole comportamentali possono limitare l’esposizione alle alte temperature, facilitare il raffreddamento del corpo ed evitare la disidratazione, e ridurre i rischi nelle persone più fragili. Ecco il decalogo del Ministero della Salute:

  1. USCIRE DI CASA NELLE ORE MENO CALDE DELLA GIORNATA. Evitare di uscire all'aria aperta nelle ore più calde cioè dalle ore 11.00 alle 18.00. Se si esce nelle ore più calde non dimenticare di proteggere il capo con un cappello di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole; inoltre proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo.
  2. INDOSSARE UN ABBIGLIAMENTO ADEGUATO E LEGGERO. Sia in casa che all’aperto, indossare abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali per assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute.
  3. RINFRESCARE L’AMBIENTE DOMESTICO E DI LAVORO. Schermare le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane, tende, ecc.. Chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte). Se si utilizza l’aria condizionata, ricordarsi che questo efficace strumento va utilizzato adottando alcune precauzioni per evitare conseguenze sulla salute e eccessivi consumi energetici. In particolare, si raccomanda di utilizzarli preferibilmente nelle giornate con condizioni climatiche a rischio; di regolare la temperatura tra i 24°C - 26°C; di coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo; di provvedere alla loro manutenzione e alla pulizia regolare dei filtri; di evitare l’uso contemporaneo di elettrodomestici che producono calore e consumo di energia.
  4. RIDURRE LA TEMPERATURA CORPOREA. Fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnarsi viso e braccia con acqua fresca.In casi di temperature molto elevate porre un panno bagnato sulla nuca.
  5. RIDURRE IL LIVELLO DI ATTIVITÀ FISICA. Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all’aperto attività fisica intensa o lavori pesanti.
  6. BERE CON REGOLARITÀ ED ALIMENTARSI IN MANIERA CORRETTA. Bere almeno 2 litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante). Gli anziani devono bere anche se non ne sentono il bisogno. Evitare di bere alcolici e limitare l’assunzione di bevande gassate o troppo fredde. Mangiare preferibilmente cibi leggeri e con alto contenuto di acqua (frutta e verdura). Porre particolare attenzione alla conservazione degli alimenti ed evitare di lasciarli all’aperto per più di 2 ore.
  7. ADOTTARE ALCUNE PRECAUZIONI SE SI ESCE IN MACCHINA. Se si entra in un’auto parcheggiata al sole, prima di salire aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Prestare attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza, verificare che non siano surriscaldati. Quando si parcheggia la macchina non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell’abitacolo.
  8. CONSERVARE CORRETTAMENTE I FARMACI. Leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci e conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Conservare in frigorifero i farmaci per i quali è prevista una Temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C.
  9. ADOTTARE PRECAUZIONI PARTICOLARI IN CASO DI PERSONE A RISCHIO. Quando arriva il gran caldo, le persone anziane, con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, diabete ecc) e le persone che assumono farmaci, devono osservare le seguenti precauzioni: 1. consultare il medico per un eventuale aggiustamento della terapia o della frequenza dei controlli clinici e di laboratorio (ad esempio per i diabetici è consigliabile aumentare la frequenza dei controlli glicemici) 2. segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga durante la terapia farmacolgica 3. non sospendere mai di propria iniziativa la terapia in corso.
  10. SORVEGLIARE E PRENDERSI CURA DELLE PERSONE A RISCHIO. Nei periodi prolungati di caldo intenso, prestare attenzione a familiari o vicini di casa anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia, ecc. Segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento, come persone che vivono in situazioni di grave indigenza o di pericolo per la salute (es. i senza tetto in condizioni di grave bisogno).
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