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Lunedì, 20 Maggio 2024
Salute cardiovascolare

Arrabbiarsi può realmente far venire un infarto

Uno studio rivela come gli scatti d’ira influiscono sull’elasticità dei vasi sanguigni, aumentando il rischio di infarti e ictus

Arrabbiarsi fa male alla salute. E ora sappiamo perché: uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association rivela infatti che gli scatti d’ira hanno un effetto deleterio sulla capacità di dilatazione dei vasi sanguigni, e possono così aumentare il rischio di infarto e ictus, soprattutto per chi soffre di disturbi cardiovascolari cronici. 

Il legame tra rabbia e problemi cardiovascolari è noto da tempo, e dimostrato ormai da diverse ricerche scientifiche. Non era chiaro però quale fosse il meccanismo su cui si fonda questa relazione. Per questo motivo, gli autori del nuovo studio hanno deciso di monitorare diversi marcatori della salute dei vasi sanguigni durante un episodio di rabbia, per vedere in tempo reale cosa accade. 

Nel loro esperimento, un gruppo di 280 volontari, tutti in salute, ha partecipato a quattro diverse attività. Nella prima è stato chiesto loro di ricordare qualcosa che li facesse arrabbiare. In una seconda attività era richiesto invece di pensare a un ricordo che stimolasse l’ansia. La terza prevedeva invece di leggere dei testi particolarmente tristi, per testare cosa accade ai vasi sanguigni in caso di tristezza. E la quarta, di controllo, consisteva nel contare ripetutamente fino a cento. 

Prima, e dopo, ciascuna attività i ricercatori hanno prelevato un campione di sangue da ogni partecipante, per studiare alcuni biomarcatori che riflettono lo stato di salute dell’endotelio, cioè del tessuto che riveste i nostri vasi sanguigni. Dalle analisi è emerso che la rabbia, a differenza di tutte le altre circostanze studiate, influisce direttamente sulla capacità di dilatazione dell’endotelio, rendendo meno elastici i vasi sanguigni con effetti che durano fino anche a 40 minuti dal termine dell’episodio di rabbia.

Il prossimo passo sarà ora comprendere più a fondo i meccanismi molecolari con cui la rabbia scatena questa vasocostrizione endoteliale, perché una volta scoperti potrebbero aiutare a sviluppare terapie con cui ridurre i rischi legati alla rabbia e ad altri fattori di rischio cardiovascolare.

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