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Mal di testa da gelato, quali sono le cause e come evitarlo

"Per alleviare il fastidio può risultare utile premere la lingua contro il palato per riscaldare l'area o coprire la bocca e il naso con le mani e respirare rapidamente per aumentare il flusso di aria calda sul palato". L'intervista ai neurologi Andreone e Renna, del reparto di Neurologia del Cardarelli di Napoli

In estate, si sà, si consumano grandi quantità dei gelati, ghiaccioli, granite e bibite ghiacciate anche per trovare un pò di tregua dal caldo e dall'afa. Ma talvolta questa pausa rifocillante può essere interrotta da un improvviso e forte mal di testa, come se si ricevesse un pugno ripetuto sulle tempie. Questa sensazione molto comune è definita mal di testa o emicrania da gelato, e per fortuna ha una durata breve, seppure particolarmente intensa e fastidiosa. Secondo uno studio condotto a Taiwan su oltre 8.000 persone, questo fenomeno ha una maggiore incidenza nella popolazione giovanile (circa il 40%), con una prevalenza nel sesso maschile che è decisamente maggiore rispetto a quella del sesso femminile (55.2% vs. 39.6%). Pertanto, i bambini e i giovani sembrano maggiormente colpiti rispetto agli adulti. I dottori Vincenzo Andreone e Rosaria Renna, del reparto di Neurologia & Stroke Unit dell’Ospedale A.Cardarelli di Napoli, ci spiegano quali sono le cause di questo fenomeno e suggeriscono alcuni rimedi per prevenirlo o alleviare il fastidio.

Cos’è il mal di testa da gelato e con quali sintomi si manifesta?

"Il mal di testa da gelato, noto anche come emicrania da gelato o ‘ganglioneuralgia sfenopalatina’, è una forma di mal di testa comunemente associata al consumo, soprattutto improvviso, di bevande o cibi freddi, come il gelato. Si manifesta con sintomi che compaiono circa 10 secondi dopo l’introduzione nel cavo orale della bevanda o del cibo freddo/gelato e raggiungono un picco di intensità in 30 secondi o meno. In rari casi si può sperimentare una sensazione di intenso dolore per periodi più prolungati, 2-5 minuti. Il dolore è descritto come un mal di testa di forte intensità, simile a una violenta coltellata, localizzato in genere al centro della fronte, meno frequentemente localizzato su un solo lato, in regione temporale, frontale o retro orbitaria. Quando il dolore è monolaterale, i sintomi tendono a manifestarsi dal medesimo lato dove è stato applicato lo stimolo termico freddo".

Oltre al consumo di gelato, quali altri stimoli freddi possono causarlo?

"In generale qualsiasi stimolo molto freddo o gelato applicato sulla volta del cavo orale (il palato) o inghiottito o anche inalato può causare i sintomi del mal di testa da gelato. Quindi, anche l’inalazione di aria molto fredda può determinare questo tipo di cefalea. Sembra che l'insorgenza sia più probabile, rapida ed intensa se si assumono liquidi piuttosto che solidi freddi e se l'ingestione è rapida. Ad esempio, mettendo in bocca, velocemente, una cucchiaiata di gelato molto freddo, un ghiacciolo, un sorbetto, una granita, un frappé, si può avvertire di colpo uno stimolo doloroso che dalla radice del naso si irradia fino al centro della fronte".

Quali sono le cause alla base di questa reazione fisiologica?

"Il meccanismo che determina il mal di testa da stimolo freddo è ancora oggetto di dibattito, ma l'ipotesi più sostenuta è che sia da attribuire ad un meccanismo di difesa del cervello, sensibile ai repentini abbassamenti di temperatura corporea. Quando viene a contatto con il palato un alimento o un liquido molto freddo, si realizza una rapida costrizione dei vasi sanguigni del palato. Al ripristino della normale temperatura del cavo orale, gli stessi vasi si dilatano nuovamente per una reazione di compensazione. I recettori del dolore (nocicettori) presenti sul palato rilevano questa vasodilatazione e inviano un segnale al cervello tramite il nervo trigemino, che è deputato a trasmettere gli stimoli percepiti sul volto. Il cervello, quindi, interpreta la sensazione dolorosa come proveniente dalla fronte, anche se arriva dal palato (si tratta di un tipico esempio di "dolore riferito" cioè di un dolore che viene proiettato a distanza rispetto alla zona in cui effettivamente si origina). Per questo percepiamo un dolore simile alla cefalea".

Un'altra teoria sulle cause dell'emicrania da gelato è la “Teoria dell'arteria cerebrale anteriore”. Qual è il meccanismo alla base?

"Secondo la teoria dell’arteria cerebrale anteriore il dolore è dato dalla rapida dilatazione e in seguito dalla costrizione dell’arteria cerebrale anteriore, che irrora la corteccia orbito-frontale. Secondo alcuni ricercatori, questo processo è un meccanismo di difesa del cervello che, sensibile al freddo, si protegge dai repentini abbassamenti di temperatura aumentando l’afflusso di sangue. Poiché la scatola cranica è un contenitore chiuso, un rapido aumento del volume di sangue in sede intracranica provoca dolore (ricordiamo che un brusco afflusso sanguigno nella scatola cranica rientra tra i meccanismi alla base degli attacchi di emicrania)".

Cosa fare per alleviare i fastidi causati mal di testa da gelato?

"Per alleviare il dolore associato a mal di testa da gelato può risultare utile assumere una bevanda a temperatura ambiente, premere la lingua contro il palato per riscaldare l'area o coprire la bocca e il naso con le mani e respirare rapidamente per aumentare il flusso di aria calda sul palato. Tutte queste tecniche sono finalizzate, infatti, a riscaldare il palato. Alcune persone riportano un certo sollievo massaggiando delicatamente l'attaccatura del naso o inclinando la testa indietro per una ventina di secondi".

Cosa fare per prevenirlo?

"Non esiste una terapia specifica per il mal di testa da gelato. Per prevenirlo il modo più semplice ed efficace è consumare lentamente il gelato, la granita o la bevanda ghiacciata. Si consiglia, inoltre, di evitare l'ingestione di grandi quantità di alimenti o bibite fredde in una sola volta: è noto, infatti, che la voracità con cui si mangia il gelato o si beve la bibita fredda facilita l'insorgenza del mal di testa, mentre consumarli in modo più lento permette al palato di abituarsi alla temperatura più bassa e di evitare l’insorgenza del mal di testa".

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