Frutta di martorana, tra storia e leggenda

Come è nato uno dei dolci più tipici della festività dei Morti

Durante i mesi di Ottobre e Novembre le pasticcerie siciliane si riempiono di colori e forme meravigliose. Non bastano il verde, il rosso e l'arancione delle cassate, a questi si aggiungono colori su colori e forme bellissime di frutta e ortaggi, creati con minuzia e di forma identica all'originale. La frutta martorana è il tipico dolce della festa dei Morti, un dolce di zucchero e farina di mandorla.
Sulla creazione di questi dolci esistono diverse teorie e leggende, di certo c'è soltanto che sono buoni e sono stati creati dalle monache del convento di Santa Maria dell'Ammiraglio, a Palermo. Il convento di Santa Maria dell'Ammiraglio fu realizzato per le nobildonne dell'ordine di San Benedetto e voluta dalla nobildonna Elisa Martorana.

Come è nata la frutta di martorana?


Si narra che all'interno del monastero le suore avessero creato uno dei giardini più belli della città e un orto con buonissimi ortaggi. Il Vescovo, incuriosito, decise di andarlo a visitarlo approfittando del suo status. La visita, però, fu in pieno inverno, quando gli alberi erano spogli e l'orto non dava molti ortaggi. Le monache allora decisero di creare dei frutti colorati con la pasta di mandorla per addobbare gli alberi spogli, e creare degli ortaggi per abbellire l'orto.
In questo modo è nata la frutta martorana (che dunque prende il nome dal convento) con coloratissimi mandarini, arance, melograni, limoni, zucche, carciofi e altro ancora. Da allora le monache iniziarono a farne un business preparando la frutta martorana per le famiglie ricche.
Da lì il passo per la produzione in pasticceria è stato breve, del resto si sa che i pasticceri siciliani sono da sempre i migliori a preparare e inventarsi le migliori leccornie.

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