Spopolamento dell'Agrigentino, Gero Acquisto: "La percentuale continuerà a crescere"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Secondo l’ultimo rapporto “Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes, la provincia di Agrigento, negli ultimi dieci anni, ha visto partire, per motivi di lavoro, ben 156mila residenti, con città come Palma di Montechiaro e Licata che hanno perso oltre diecimila cittadini. La segreteria provinciale della Uil lo aveva già preannunciato da tempo che gli agrigentini continuano ad emigrare in massa alla ricerca di lavoro. Queste cifre ufficiali, adesso, fanno accapponare la pelle e non possono non fare riflettere.

Continuando in questo modo, nel volgere di pochissimi anni, la percentuale continuerà a crescere. Questo certifica il fallimento della classe politica, incapace di creare quelle occasioni di sviluppo del territorio e quindi occupazione. Queste cifre allarmanti ci costringono a reagire, a batterci con ogni mezzo affinché questa emorragia possa essere stanata. Come sindacato, abbiamo, purtroppo, constatato che negli ultimi tempi, le vertenze di lavoro sono aumentate sensibilmente, non si intravedono spiragli per creare occupazione, di certo, non possiamo sempre ed esclusivamente pensare all'assistenzialismo.

Questa provincia è vocata per il turismo. Le bellezze archeologiche e paesaggistiche sono da mille e una notte, si potrebbe pensare davvero a destagionalizzare il turismo considerato che le temperature sono quasi di eterna primavera nei mesi della pioggia. Dobbiamo cogliere ogni minima occasione che ci si presenta, non possiamo continuare a rimanere in silenzio mentre si consuma lo spopolamento più elevato della storia di questa provincia.

Come sindacato, da tempo abbiamo cercato di  smuovere le acque, abbiamo lanciato appelli, abbiamo cercato di invertire questa tendenza negativa, ma  la politica continua a restare distante dai problemi del nostro territorio, ci vuole  un ritorno d'orgoglio, chi viene eletto in questa terra deve pensare a difenderne i diritti, deve difendere questo territorio che ancora oggi attende un'asse viario come si deve.

La speranza è che le ultime promesse di riaprire i cantieri lungo le Ss 640 e 189 non rimangono tali, lo sviluppo crocieristico è indispensabile, occorre che il Demanio marittimo, acceleri l'iter per consentire a due grosse compagnie navali, la Msc e la Costa Crociere, di investire a Porto Empedocle. Le Terme di Sciacca devono essere messe nella condizioni di tornare ad operare come anni fa quando, annualmente, ospitava migliaia e migliaia di persone.

Un altro tassello importante è quello relativo all'agricoltura. Abbiamo i prodotti più buoni che ci siano in circolazione, le arance di Ribera, il pomodoro e i meloni di Licata, ma gli agricoltori, si sentono abbandonati, in tanti hanno abbandonato le terre perché piazzare i nostri prodotti nei mercati che contano è difficile anche perché non ci sono i giusti collegamenti.  Preannunciamo una stagione invernale di fuoco, perché non staremo a guardare ancora allo spopolamento dei nostri comuni. Non c'è più tempo da perdere, altrimenti, l'agrigentino non avrà un domani ed è condannato a morire.

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