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Lunedì, 27 Maggio 2024
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Cento anni fa Angelo Roncalli visitò la città dei templi: era il prete che divenne Papa Giovanni XXIII

Incontro a tema nell’aula magna del Consorzio universitario “Empedocle” con autorità civili e militari. Ricordata anche la pubblicazione della “Pacem in terris” avvenuta 60 anni fa

Agrigento ha ricordato la visita in città, avvenuta esattamente un secolo fa, di mons. Angelo Roncalli, colui che divenne Papa Giovanni XXIII. E’ accaduto ieri, martedì 11 aprile, nell’aula magna del Consorzio universitario “Empedocle” alla presenza delle autorità civili e militari del territorio agrigentino in occasione del primo appuntamento dell’iniziativa denominata “Sulle orme di Pietro in terra agrigentina”. E’ stata anche l’occasione per ricordare la pubblicazione della “Pacem in terris” avvenuta 60 anni fa. 

Dopo i saluti di Nenè Mangiacavallo, presidente del Consorzio universitario, si è svolts una conversazione con il professore Marco Roncalli, saggista e pronipote di Giovanni XXIII, moderata da Salvatore Pezzino, su “Pacem in terris: il percorso di Angelo G. Roncalli/Giovanni XXIII sull’idea di guerra e pace sino all’Enciclica testamento. Il viaggio in Sicilia del 1923”. Il momento ha visto l’intervento artistico del “Coro Magnificat” sul tema della pace.

Roncalli, nel suo intervento, attingendo a documenti, lettere e ai diari privati di papa Giovanni XXIII, ha messo in evidenza come l’Enciclica, indirizzata per la prima volta “a tutti gli uomini di buona volontà”, segna uno spartiacque nella concezione della pace da parte della Chiesa, un testo attualissimo – scritto in un contesto internazionale sull’orlo di una guerra nucleare - anche se ancora non pienamente recepita come dimostra la situazione internazionale.

Ha inoltre evidenziato la capacità di Giovanni XXIII di scorgere i segni dei tempi, il suo impegno per la soluzione pacifica di tutte le guerre attraverso il dialogo e il disarmo e la ferma condanna di ogni guerra facendosi voce di un bisogno di tutta l’umanità, che è ancora quello dei nostri giorni. 

“Giovanni XIII ammonì – ha ricordato Roncalli - che la pace rimane solo suono di parole, se non è fondata su quell’ordine che il presente documento ha tracciato con fiduciosa speranza: ordine fondato sulla verità, costruito secondo giustizia, vivificato e integrato dalla carità e posto in atto nella libertà”.

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