Ue apre infrazione su voucher contro Italia, Cardella: "Restituite i soldi ai consumatori"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Importante vittoria dei  consumatori, afferma Manlio Cardella - Unione Nazionale Consumatori di Agrigento -  a seguire l’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia per la politica sui voucher al posto dei rimborsi in denaro in campo turistico. “Era fin troppo evidente fin dall’inizio che la normativa italiana, per quanto ritenuta impropriamente di applicazione necessaria, non poteva derogare a quella europea.

“Ora vanno restituiti i soldi a tutti i consumatori o scatteranno azioni legali a raffica”.

La nostra associazione fin dal 4 marzo scorso, afferma Cardella, su iniziativa del Presidente Nazionale  Massimiliano Dona, aveva chiesto senza esito alcuno,  al Ministro del Turismo  On. Franceschini di rivedere questa assurda regola  dei voucher, controproducente per le stesse agenzie di viaggio, visto che nessuno prenota le vacanze o un viaggio se poi, in caso di annullamento, non può riavere i soldi.

La Commissione Europea, continua Cardella,  ha avviato una doppia procedura di infrazione contro l’Italia per 
i rimborsi ai passeggeri di viaggi cancellati a causa del Coronavirus. La prima è nei confronti di Italia e Grecia perché hanno adottato una legislazione che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ai sensi dei regolamenti sui diritti dei passeggeri dell’Ue, tuttavia, questi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso.

Inoltre, Italia e Grecia insieme ad altri otto sono soggetti a un’altra procedura di infrazione per le norme nazionali specifiche sui viaggi “tutto compreso” che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso ben oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso.

Si afferma così, conclude Cardella,  il principio: prima di tutto i  diritti dei viaggiatori

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