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Sabato, 21 Maggio 2022
Attualità Siculiana

Il resort Adler a Torre Salsa sceglie lo chef Giuseppe Schimmenti: ecco cosa gusteranno gli ospiti

In attesa dell’apertura ufficiale in programma il 7 luglio, svelati in anteprima gli elementi che caratterizzeranno la proposta grastronomica della struttura di lusso sul mare

Sarà una cucina sostenibile e gourmet quella che caratterizzerà i piatti in tavola per gli ospiti dell’esclusivo resort di lusso Adler, ormai pronto ad essere inaugurato il prossimo 7 luglio. A curarli sarà lo chef siciliano Giuseppe Schimmenti che metterà in primo piano il rispetto della materia prima locale. Alla base della sua proposta gastronomica ci saranno dunque i prodotti del territorio tra cui i ricercati presidi slow food siciliani. Sarà una cucina fresca e genuina che segue la filosofia del “Farm to table” in perfetto connubio tra tradizione e innovazione.

Al resort Adler sarà facile riconoscere i caratteri naturali del contesto in cui nasce, come il mare, i terreni generosi e forti, la macchia mediterranea e i suoi molteplici profumi. Alla base delle proposte di Giuseppe Schimmenti ci sono i frutti del ricco territorio lavorati sapientemente. 

Tutto questo fa parte di un percorso ben preciso: la scoperta dell’unicità del territorio attraverso il palato, con gustosi piatti regionali preparati con ingredienti selezionati provenienti da piccoli produttori locali d’eccellenza.

Al massimo rispetto della materia prima lo chef abbina la capacità di mantenere le virtù della tradizione con la volontà di innovare attraverso idee nuove, leggere e soprattutto gourmet.

Nascono così piatti curati nell’estetica e memorabili nel gusto che prediligono ingredienti semplici e genuini, propri della cucina quotidiana sicula: il pesce, gli ortaggi e le erbe aromatiche da filiera cortissima, dato che saranno coltivate proprio nell’orto Adler.

“Ho sempre avuto la passione per la cucina - racconta Schimmenti - e a soli 15 anni lavoravo già nel ristorante di un hotel a Tonnara di Bonagia. Da lì partivano le barche per la pesca dei tonni. È stata un’esperienza che non dimenticherò mai. Quando le barche rientravano, i pescatori portavano tutto il pescato per il paese fino in chiesa per la benedizione. L’esperienza più forte e che mi ha legato ancora di più ai prodotti della mia terra è stata in un piccolo ristorante di Palermo, l’Osteria Ballarò. Il suo chef, Calogero Branca, è stato il mio mentore e oggi è uno dei miei più cari amici. Con lui ho conosciuto la tradizione e la genuinità delle lavorazioni, ho imparato a lavorare con rispetto la materia prima mantenendo uno stretto legame con il territorio. Passavamo giorno e notte a pensare alle ricette, iniziavamo alle tre di mattina le preparazioni, dalla pasticceria alla pasta. In questa piccola cucina tutto era pensato per far stare bene ogni commensale, la fatica non si sentiva. E questo approccio mi ha sempre accompagnato in ogni mia esperienza”.

Ed ecco svelate in anteprima alcune chicche del suo menu: “La sicilianità - dice lo chef - è alla base dei miei piatti. Gli ospiti devono poter assaporare la Sicilia in tutte le sue declinazioni ogni volta che si siedono ad uno dei nostri tavoli. Dalla colazione con la granita di mandorle e la brioche fresca, al pranzo con il pesce fresco fino a sera, avvolti dai profumi delle erbe spontanee come il finocchietto selvatico e la mentuccia. 

Ma non solo: ho visitato le produzioni dei ricercati presidi slow food siciliani, dall’ape nera sicula al maialino dei Nebrodi, dalle lenticchie di Villalba alla famosa capra girgentana senza tralasciare i grani antichi siciliani come il Perciasacchi con cui realizzeremo la pasta fresca.

Stiamo anche guardando al futuro, stiamo infatti lavorando per creare all’interno della struttura un orto biodinamico, dove potrò divertirmi nel dare un’esperienza unica all’ospite anche con i nostri ortaggi.

Ogni assaggio deve sapere di sole, di mare, di Sicilia insomma. Faccio un semplice esempio. La nostra caprese di base è come tutte le altre capresi, mozzarella e pomodoro. Ma la nostra mozzarella è del piccolo caseificio locale, fatta ancora come si usava una volta e i pomodori vengono da tutta la Sicilia, ricchi di sapore e tanto diversi gli uni dagli altri, dal pomodoro dolce di Pachino al Kamarina, dal sapore più salino perché cresce vicino al mare. Gli ospiti non potranno inoltre rinunciare ad assaggiare le panelle, il pescato del giorno, la cassata o il cannolo con la ricotta fresca”.

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