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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Verso le elezioni

Amministrative 2024 e propaganda elettorale, la prefettura richiama tutti al rispetto delle regole

Un apposito incontro è stato fatto con i sindaci, i segretari comunali e i vertici della questura, dei comandi provinciale di carabinieri e guardia di finanza e della polizia municipale

L'obiettivo è stato uno, di fatto sempre lo stesso per questo genere di incontri: richiamare l'attenzione delle amministrazioni comunali - dove all'inizio di giugno si andrà alle urne - sull'osservanza della normativa che disciplina l’attività di propaganda elettorale. E questo perché il confronto politico deve svolgersi in un clima di serena dialettica democratica, nonché nell’assoluto rispetto delle regole, garantendo anche la tutela dell’ambiente, del patrimonio storico, monumentale e artistico. A presiedere e coordinare l'incontro con i sindaci, i segretari comunali e i vertici della questura, dei comandi provinciale di carabinieri e guardia di finanza e della polizia municipale è stato il vice prefetto Gabriele Barbaro.   

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Il vademecum

Il vice prefetto Gabriele Barbaro ha ricordato quali sono i punti cardine della disciplina.

  • Delimitazione e assegnazione degli spazi elettorali per le affissioni di propaganda elettorale. Spazi che devono essere destinati da ogni Comune e dove si potranno affiggere esclusivamente i manifesti di chi ne ha fatto richiesta. Sono vietati gli scambi e le cessioni delle superfici assegnate. Vietata, naturalmente, l'affissione dei materiali di propaganda elettorale al di fuori degli appositi spazi destinati. Ogni amministrazione comunale, dal momento della assegnazione degli spazi per l’affissione dei manifesti elettorali, è tenuta per legge a provvedere a rimuovere i manifesti affissi fuori dagli spazi autorizzati per ciascun candidato o lista. Le spese sostenute dal Comune per la rimozione del materiale di propaganda abusiva o di volantinaggio sono a carico, in solido, dell’esecutore materiale e del committente responsabile. Alle polizie municipali è stato chiesto di incrementare l’attività di vigilanza sul territorio per contrastare il fenomeno delle affissioni abusive. I manifesti dei candidati non dovranno essere strappati, deturpati o coperti. Non possono, come sempre, essere lanciati volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico, ma ne è consentita la distribuzione a mano. Le riunioni elettorali possono tenersi senza obbligo di preavviso all'autorità di pubblica sicurezza e l’uso di altoparlanti su mezzi mobili è consentito solo per il preannuncio dell’ora e del luogo in cui si terranno i comizi e le riunioni di propaganda elettorale. E poi, naturalmente, dal giorno antecedente quello della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri manifesti di propaganda. Nel giorno destinato alla votazione è vietata ogni forma di propaganda entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali. 
  • Comizi. I Comuni sono tenuti a mettere a disposizione dei soli partiti e dei movimenti presenti nelle competizioni elettorali, in eguale misura, i locali di proprietà comunale per conferenze e dibattiti. E’ opportuno non tenere comizi in concomitanza con manifestazioni religiose ed escludere dai comizi anche le località prossime a scuole, caserme. Il Comune concederà la piazza tenendo presente l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Nel caso in cui si verificasse che due o più partiti (liste/candidati) politici presentino, nello stesso giorno e nella stessa ora, richiesta di utilizzare la stessa piazza, si procederà a sorteggio. Durante lo svolgimento dei comizi sarà usata la massima correttezza di espressione verso chiunque, in modo da garantire una forma civile di confronto. Durante i comizi è escluso il contraddittorio. Non è considerata contraddittorio la possibilità offerta dall’oratore ai partecipanti di porre domande intese a ottenere chiarimenti e delucidazioni, non trattandosi in tal caso di esposizione di tesi contrapposte.
  • Divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla conclusione delle operazioni di voto, è vietato a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di propaganda di qualsiasi genere, ancorché inerente alla loro attività istituzionale. L’espressione “pubbliche amministrazioni” deve essere intesa in senso istituzionale, riguardando gli organi che rappresentano le singole amministrazioni e non con riferimento ai singoli soggetti titolari di cariche pubbliche i quali, se candidati alle elezioni, potranno svolgere attività di propaganda elettorale al di fuori dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali. 

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