Sabato, 20 Luglio 2024
Attualità Raffadali

Assegnati i premi "Alessio Di Giovanni", ma qualcuno è stato dimenticato: soffia vento di polemica

Alcuni che si sono spesi concretamente per il sociale e l'integrazione sono stati tralasciati. E c'è chi storce il naso

I riconoscimenti della 27esima edizione del premio "Alessio Di Giovanni" sono stati assegnati. Alcuni che si sono spesi concretamente per il sociale e l'integrazione sono stati dimenticati. E c'è chi storce il naso non nei confronti degli insigniti, ma per non essere stati ritenuti - dalla commissione del premio - meritevoli, nonostante abbiano fatto, di riconoscimenti. Soffia un leggero venticello di polemica dunque su Raffadali. Un'aria che certamente bene non fa a chi ha ancora intenzione di spendersi per il bene della comunità. 

A chi vanno i premi del 2024

Settore tradizioni popolari: Nené Sciortino di Realmonte; settore teatro: Giusi Galletto di Raffadali e Giovanni Volpe regista di Porto Empedocle; canto lirico: Andrea Donzella di Agrigento; creatività artistica: Peppys Cacocciola di Agrigento; pittura: Giusi D'Anna; pittura su tela di seta: Dora Mirabello; impegno nel sociale: Vittorio Russo e Rossana Florio dell'Archivio di Stato; promozione culturale e impegno nel sociale: Ester Vedova di Agrigento; giornalismo: Carmelo Petrone, direttore de L'Amico del popolo; recupero tradizioni popolari per la settimana santa di Raffadali: Gero Galvano (regia) e Gerlando Calcedonio (lamenti); poesia: Elena Pedalino di Raffadali; artista della ceramica: Carmelo Navarra di San Biagio Platani; medicina: Onofrio Cacciatore, primario di Lungodegenza riabilitativa del "San Giovanni di Dio" di Agrigento; direzione coro polifonico: Elena Fretto di Raffadali; impegno nel sociale: Vincenziane di Raffadali. Infine, premio speciale per lo studio della lingua siciliana, attività poetica e drammaturgica al maestro Marco Scalabrino di Trapani. 

C'è però chi è stato dimenticato 

Chi conosce bene Raffadali, perché vi vive o la frequenta assiduamente, ha rilevato negli ultimi giorni che "qualcuno è stato dimenticato". Certo chi è stato tagliato fuori se ne farà una ragione, ma certamente non fa bene all'orgoglio e all'amor proprio essere tralasciati in sede di eventuali riconoscimenti dopo essersi spesi aiutando ammalati al domicilio, inserendo giovani disagiati in corsi di musica o del reinserimento sociale di ex detenuti. A Raffadali ci sono state persone che sono riuscite a garantire la registrazione e la pubblicazione di un disco finanziario dalle associazioni e che si sono occupate della registrazione dei lamenti di Pasqua come recupero di tradizioni popolari locali. E poi sono stati regalati libri antimafia nelle scuole ed è stato anche organizzato un convegno contro la mafia con Mari Albanese, raccontando la storia di Peppino Impastato. Ma sono stati anche reinventati spazi pubblici abbandonati, ripensandoli come spazi culturali: discesa Serroy ad esempio. Ma è stato anche riattivato, dopo anni d'abbandono, il villaggio della gioventù. 

Chi ha lavorato per il bene della comunità di Raffadali certamente non si fermerà per un mancato riconoscimento. Ma inevitabilmente, per un po', non potrà che avere un tantino d'amaro in bocca. 

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