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La Uil al fianco dei pescatori, Acquisto: "Sono vittime di azioni di pirateria compiute da militari libici"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Anche la Uil agrigentina, guidata dal segretario generale, Gero cquisto, ha lanciato la  raccolta firme cartacea per quanto riguarda la petizione, lanciata unitariamente da Fai Cisl Flai Cgil e Uila Pesca, per richiedere un intervento deciso del Ministro degli Esteri e del Governo italiano nel Canale di Sicilia. Pretendiamo che lo Stato italiano vigili sulla sicurezza degli operatori e delle operatrici del settore e delle imbarcazioni che tutti i giorni svolgono la propria attività lavorativa in quelle acque, rischiando sempre di più la loro incolumità. "Nonostante, infatti, le rassicurazioni elargite dopo il sequestro dei 18 pescatori di Mazara del Vallo - dice Acquisto - la situazione è rimasta invariata. L’episodio avvenuto lo scorso 6 maggio 2021 è l’ennesimo atto ostile che innalza ancora di più il livello di allarme. Per questi motivi abbiamo deciso di lanciare una campagna per richiamare l’attenzione mediatica sul tema e richiedere un intervento strutturale del Governo che possa finalmente garantire un’attività lavorativa in totale sicurezza".

Per votare la petizione ecco il link:  https://chng.it/RWVwbYjqxz.

"E necessario - continua Acquisto -  chiarire, una volta per tutte, i motivi per i quali i pescherecci italiani, mentre esercitano la loro attività lavorativa nelle acque del canale di Sicilia, sono vittime di azioni di pirateria compiute da militari libici. Inoltre, occorre individuare e mettere in atto tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti umani per i pescatori italiani che operano nel canale di Sicilia e per assicurare loro la possibilità di continuare a pescare in quelle acque".

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