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Dopo Màkari, Agrigento torna sullo schermo: questa volta al cinema con “Leonora addio”

Il film di Paolo Taviani racconta il rocambolesco viaggio delle ceneri di Luigi Pirandello, da Roma alla città dei templi. Nelle sale italiane è uscito giovedì scorso ma in quelle nostrane è arrivato una settimana dopo

Il mondo del cinema e delle fiction continua a mostrare interesse per Agrigento e per tutto ciò che le ruota attorno. A cominciare da Luigi Pirandello che irrompe sul grande schermo, anche se "da morto", con il nuovo film del regista Paolo Taviani, "Leonora addio", il primo che il cineasta toscano ha realizzato dopo la morte del fratello Vittorio e che ha girato in parte ad Agrigento.

Dopo la parentesi di Màkari (ma quella era un fiction televisiva), Agrigento diventa protagonista al cinema, in attesa, tra l'altro, del nuovo film di Michele Placido dedicato ancora una volta a Luigi Pirandello, tratto da "Il gioco delle parti" di Matteo Collura, ancora in fase di scrittura.

"Leonora addio" è il titolo dell'omonima novella pirandelliana che però non viene assolutamente raccontata nel film in questione: il regista infatti "gioca" con il drammaturgo citando appunto una delle sue opere meno conosciute al grande pubblico relegandola al solo titolo del film per renderla poi assente. Lo spettatore vedrà un lungometraggio diviso in due parti distinte: in una si racconta il rocambolesco viaggio delle ceneri del drammaturgo da Roma ad Agrigento. L'altra è invece una trasposizione della novella "Il chiodo" che Pirandello scrisse poco prima di morire.

Il premio Nobel per la letteratura aveva espresso il desiderio di avere un funerale tutt'altro che in pompa magna e le sue ceneri furono inizialmente custodite al cimitero del Verano a Roma. Lo scrittore, sempre nelle proprie volontà, manifestò anche la volontà di ricongiungersi con la Sicilia e dunque le ceneri andavano trasferite. E così, dopo la guerra, un emissario del comune di Agrigento decise di partire da Roma con una cassa di legno che ne custodiva i resti per intraprendere un viaggio surreale (reso tale anche grazie all'utilizzo del bianco e nero) verso Sud. Un percorso che però si rivelerà più complesso del previsto: celebre, tra l'altro, l'aneddoto secondo cui la cassa di legno sarebbe stata utilizzata, durante il viaggio, come "tavolo" per delle partite a carte.

Le due fasi del film sono ben distinte e apparentemente scollegate, ma in realtà sono accomunate da un'intima riflessione sull'inevitabilità del destino e sulla prolungata influenza che i morti hanno sui vivi.

Il film ha partecipato alla Berlinale 2022 vincendo il premio della critica internazionale con questa motivazione: "Guidato dallo spirito libero del genio di Pirandello, il regista mescola poesia, malinconia, ma anche ironia, fantasia e letizia per raccontarci i misteri della vita, della morte e della memoria".

Andare a vedere in una sala agrigentina "Leonora addio", per la curiosità di scorgere paesaggi che ci appartengono o perchè si parla di Pirandello, diventa così il pretesto per riconciliarsi con il cinema che attende ancora la vera ripartenza, per tornare ad assaporare il piacere di mettersi comodi davanti al grande schermo e rivivere una magia che la pandemia ci ha fatto dimenticare relegandoci per troppo tempo a divani casalinghi e infinite serie in streaming.

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