Gestione del servizio idrico, Konsumer chiede audizione in commissione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Ill.ma Presidente della IV Commissione dell’Ass. Reg.le Siciliana,
con la presente, le scriventi Associazioni “Konsumer Italia” , riconosciuta dalla Regione Sicilia quale Associazione Maggiormente Rappresentativa con D.P. n. 845 del 04 dicembre 2019, rappresentata dall’Avv. Giuseppe Di Miceli nella qualità di Vice-Presidente Regionale e Coordinatore delle sedi nel territorio agrigentino, e il Coordinamento delle associazioni e movimenti per l’acqua pubblica “TITANO” rappresentato da Alvise Gangarossa nella qualità di portavoce, di cui fanno parte – l’Associazione “Promoteo Ius” Favara – Il Comitato  Civico Beni Comuni di Raffadali - il Comitato Cittadino Storico S. Biagio Platani –  il Comitato Fondachello Playa Licata – il Gad Piccolo Teatro Canicattì – l’Associazione Montevago Acqua e Vita – le sedi dell’Associazione “Cittadinanza Attiva” di Casteltermini e Licata – Centro Studi “Alcide De Gasperi” di Sciacca - impegnate nella battaglia per il raggiungimento della gestione pubblica e partecipata del Servizio Idrico Integrato, Le chiediamo un’audizione alla presenza del Presidente della Regione On. Musumeci e della Commissaria ad acta dott.ssa Di Francesco, nelle forme e con le modalità ritenute opportune, per relazionare sulle persistenti inadempienze con le quali prima l’ATI e poi la Commissaria, nominata con il D.P.Reg. n. 590 del 9 settembre 2020, sta conducendo la delicata transizione verso la costituzione dell’azienda consortile speciale quale nuovo gestore.
Temiamo infatti, visto che gli Enti di Governo locali, ieri i Sindaci e oggi i Consigli Comunali, continuano a sfuggire alle loro responsabilità, per le quali se non si porranno urgentemente le dovute correzioni di rotta in questa fase propedeutica alla nascita del nuovo gestore pubblico, fortemente voluto dai Cittadini di questo territorio da noi rappresentati, esso nascerà già gravato da enormi difficoltà che ricadrebbero immancabilmente sulla collettività in termini di qualità del servizio, di tutela della salute, del territorio e in termini finanziari.
Difatti, la commissaria Di Francesco, nominata dal Presidente della Regione, che ci legge, avrebbe dovuto iniziare il suo incarico affrontando in primis il tema dell'unita d'ambito a mezzo, del riconoscimento o meno, delle gestioni salvaguardate ex. Art.147 comma 2bis del D.lgs 152/2006, per il quale l’ATI aveva accumulato numerosi richiami e diffide proprio dall’Assessorato Regionale di competenza, ma che non aveva mai voluto o potuto concludere secondo le direttive emanate prima dalla Delibera Regionale n.80 del febbraio 2019, poi dal parere emesso dal MATTM con nota di protocollo n. 35478 del maggio 2020, e ripreso dalla nota n.4895 dell’Assessore Regionale pro tempore dopo poche settimane. Questa mole di direttive fornisce un quadro che non si presta ad interpretazioni, e chiarisce come la questione delle gestioni salvaguardate ex art. 147 andava affrontata e chiusa prima di proseguire con l’approvazione del Piano d’Ambito, con le discutibili modalità di metodo e di merito con le quali quest’ultimo è stato approvato dall’Assemblea.  
Il perdurare dell’assenza di decisione da parte della Commissaria ha prodotto un Piano d’Ambito viziato da irregolarità normative gravi che potrebbero mettere a  rischio l’erogazione dei fondi necessari alla realizzazione dei progetti di rifacimento e ammodernamento delle reti, del collettamento fognario e della depurazione, già oggetto di onerose infrazione da parte della Comunità Europea a carico della Regione Sicilia. L’erogazione dei fondi è infatti subordinata all’osservanza puntuale della normativa regionale, nazionale ed europea, in mancanza di tale scrupolo si rischia la sospensione o l’annullamento dell’erogazione di tali fondi con ricadute nefaste per la collettività. 
Pertanto, considerato che il  Commissariamento non sta andando verso la destinazione prefigurata, ma le azioni promosse e sopratutto quelle non fatte a tempo debito (approvazione dello Statuto e determinazioni, secondo legge, sulle gestioni salvaguardate), stanno determinando condizioni che portano a far “saltare totalmente il banco” e creare le condizioni per rimettere tutto quanto in discussione. Al fine di approfondire questi temi che tanta preoccupazione destano in chi ha a cuore le sorti del servizio idrico dell’Ambito di Agrigento, chiediamo un’audizione presso Codesta Commissione da Lei presieduta alla del Presidente della Regione Sicilia e della Commissaria, affinché lo stesso Presidente della Regione, con la sua autorevolezza, possa rimettere il percorso prefigurato prima, sui binari della correttezza e della legalità, evitando ricadute inimmaginabili sulla collettività che non possiamo assolutamente permetterci.

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento