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Bartender da una vita, poi “Uomini e donne” e ora la musica: Gero Natale pubblica i suoi primi singoli

“Lucas” e “Far away” anticipano l’album d'esordio "Opera Magnifica" che uscirà a breve

I suoi primi due brani sono già disponibili nelle piattaforme di streaming musicale: “Lucas” ha rotto il silenzio. Alcune settimane è arrivato “Far away”. Entrambi rappresentano il prologo di un album che uscirà a breve e che si chiamerà “Opera Magnifica”. Lo stile richiama il synth pop delle origini, quando questo genere, negli anni Ottanta, era ancora agli albori. Per Gero Natale si sono così aperte le porte del mercato discografico, universo oggi più che mai confusionario e pieno di cloni, dove tutto si consuma, spesso si imita e poi si getta. Ma il producer agrigentino può contare su un’impronta riconoscibile, capace di ritagliarsi una collocazione ben definita che può fare la differenza.

Gero Natale non era neanche maggiorenne quando cominciò a shakerare cocktail nei locali della città dei templi. Furono le prime esperienze nella cosiddetta “movida”: gli diedero la possibilità di conoscere da vicino quel mondo che alla fine degli anni Novanta era in piena fase evolutiva. Il passo da bartender a imprenditore fu breve: a metà degli anni Duemila Gero aprì un locale tutto suo, “Le Dynamique”, che per anni divenne punto di riferimento per il pubblico più giovane. La sua attività, inevitabilmente, era scandita da una colonna sonora che cambiava continuamente e ad incredibile velocità: lui, al bancone del bar, ascoltava i dj che proponevano tutta quella musica che dall’estero penetrava con prepotenza ed incisività nel nostro Paese. 

Nel frattempo, stimolato dai genitori, aveva studiato pianoforte. “Quando ascoltai ‘Around the world’ dei Daft Punk - racconta Gero - cambiò tutto. La visione che avevo della musica si modificò per sempre e fece scaturire in me una passione viscerale che mi portò ad abbandonare per qualche anno Agrigento. Così cominciò un percorso di studi dedicato alla musica elettronica e al sound design al Sae di Milano”. L’innovazione di quel periodo, unita al forte interesse per artisti più classici come Pink Floyd, Genesis, Doors, fino ad andare a ritroso raggiungendo addirittura Bach e Chopin, indussero Gero a cimentarsi definitivamente con la produzione musicale.

“Dopo anni di ricerche sonore, sperimentazioni e anche frustrazioni - continua a raccontare - decisi di far uscire quello che arde in me da sempre: la musica senza schemi, tendenze o quant’altro. Solo quello che mi viene da dentro e che mi fa stare bene”.

Negli anni della pandemia Gero ha anche aperto una breve parentesi televisiva: ha partecipato a “Uomini e donne” (Canale 5) rimanendo tra i concorrenti di punta per diverse settimane.

Sabato 4 maggio sarà possibile ascoltarlo dal vivo, con un dj set in via Atenea, in occasione del primo weekend di “Urban Fest”.

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