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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Resistenza / Favara

Favara omaggia il suo eroe: via libera alla fondazione Calogero Marrone

Il consiglio comunale approva lo statuto intitolato all'ufficiale dell'anagrafe che rilasciò falsi documenti per consentire agli ebrei, durante il periodo fascista, di sfuggire alle persecuzioni. Il presidente dell'istituto di ricerca Rosario Manganella: "Grande riconoscenza per chi ha realizzato tutto ciò"

Il consiglio comunale di Favara ha approvato all’unanimità lo statuto della fondazione culturale intitolata a Calogero Marrone.

Favara, città natale del funzionario dell'anagrafe di Varese che, durante il periodo fascista, rilasciò centinaia di documenti falsi agli ebrei per sfuggire alle persecuzioni, celebra quindi il suo eroe con questo atto formale. 

Fondatori della fondazione sono il Comune di Favara e l’Istituto studi e Ricerca Calogero Marrone.
"Nella mia qualità di presidente nazionale dell’Istituto studi e ricerca Calogero Marrone - scrive in una nota l'ex sindaco Rosario Manganella -, esprimo il pieno compiacimento e la massima riconoscenza a tutti i componenti l’Istituzione ente Comune che, in pochi giorni, hanno approvato all’unanimità lo statuto, riconoscendo l’alto valore morale e umano del nostro eroe".

Carmelo Castronovo, presidente dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani) di Favara, a sua volta, ha ringraziato i consiglieri comunali per l’impegno dimostrato.

Lo statuto è composto di 20 articoli, spalmati su nove pagine. Nella premessa si afferma che è costituita una fondazione culturale che dovrà assolvere a compiti istituzionali quali attività di studio e ricerca del patrimonio documentale, riguardante la vita e l’operato di Calogero Marrone, della Resistenza, della lotta di Liberazione e della Costituzione italiana.

La fondazione sarà iscritta nel Registro unico nazionale degli enti del terzo settore. La fondazione non ha scopo di lucro, non potrà distribuire utili e perseguirà finalità civiche e di utilità sociale. La fondazione ha una mole di competenze e compiti, tra cui: raccogliere e riunire il rilevante materiale bibliografico, museale, cinematografico riguardante la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione degli ebrei, la deportazione, la prigionia di italiani e non solo; collaborare con altre fondazioni ed associazioni che hanno le stesse finalità; organizzare mostre ed altre manifestazioni di valore storico e culturale; svolgere attività editoriali o comunque di promozione di pubblicazioni conformi ai propri fini istituzionali; allestire, curare ed organizzare iniziative nei luoghi della “memoria”, nonché realizzare iniziative di testimonianza dei valori della Resistenza, della lotta antifascista e, comunque, avente attinenza con la storia del ventesimo secolo circa la Resistenza italiana e la Liberazione.

La fondazione è retta da un consiglio di amministrazione, composto dal sindaco pro-tempore di Favara che ne è anche il presidente, dall’assessore ai Beni culturali e da cinque membri nominati dall’Istituto studi e ricerca Calogero Marrone.
 

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