Strade chiuse ai mezzi a due ruote, arriva la formale contestazione di cinque associazioni

Il Codacons, su incarico di Mareamico, Movimento Mani Libere Agrigento, Unione nazionale consumatori e associazione motociclistica Ride Passion, invia un documento di reclamo per posta elettronica al Comune

Il viale Falcone-Borsellino interdetto ai mezzi a due ruote

Il polverone della chiusura al transito di alcune vie di Agrigento ai mezzi a due ruote: il livello della polemica aumenta. L'avvocato Pierluigi Cappello, presidente provinciale dell’associazione dei consumatori Codacons Onlus, "anche su formale incarico delle associazioni Mareamico, Movimento Mani Libere Agrigento, Unione Nazionale Consumatori e associazione motociclistica Ride Passion", ha inviato una formale contestazione per posta elettronica certificata. Destinatari della pec sono il sindaco Calogero Firetto, l'assessore alla Viabilità Gabriella Battaglia e il comandante della polizia municipale Gaetano Di Giovanni.

Il sindaco "sconfessa" il comandante dei vigili: "Sono contrario a questa soluzione"

"Lo stato di degrado in cui versano le vie cittadine - scrive Cappello - è sotto gli occhi di tutti ma non credo che la soluzione del problema possa essere rinvenuto nella chiusura a tempo indeterminato delle strade maggiormente dissestate, in attesa non si sa di quale evento che possa, miracolosamente, determinare la successiva riapertura. Il rimedio adottato è certamente peggiore del male". 

Il presidente del Codacons aggiunge: "Mi rendo conto che sono in gioco responsabilità personali, ma sono altrettanto consapevole che l’esercizio del potere comporta e porta con sé oneri e onori. La scelta adottata costituisce una toppa inadeguata ad un problema stringente.  Si sta scaricando sulla popolazione il disagio determinato da anni di cattiva amministrazione". 

Il Comune cerca di correre ai ripari, rattoppate alcune buche

Cappello precisa: "Senza voler entrare nello specifico delle responsabilità, oggi si impongono delle scelte che vadano nel senso della tutela del benessere della popolazione cittadina, tutela che non pare essere garantita dal provvedimento adottato. I residenti di alcune zone, penso a via Sturzo, via Campo o via Sirio, in possesso di mezzi a due ruote, si trovano di fronte all’alternativa di non utilizzare il mezzo ovvero di violare sistematicamente la disposizione. Né può farsi affidamento sulla circostanza della non concreta applicazione di sanzioni, scaricando in tal modo eventuali responsabilità per fatti dannosi sull’autore della violazione, in quanto non basta imporre il divieto, per liberarsi da colpe, ma occorre vigilare anche sulla sua effettiva e concreta attuazione". 

Il presidente dell'associazione dei consumatori, che scrive anche a nome di altre associazioni, propone la soluzione "di imporre il limite di velocità di 10-20 km/h nei tratti ammalorati o il posizionamento di bande rumorose o dossi artificiali, che impongano l’effettiva riduzione della velocità. L’amministrazione ha, invece, ritenuto di procedere con una soluzione oltremodo discutibile - si legge sempre nel documento - imponendo un divieto assoluto e non preoccupandosi delle conseguenze, forse confidando, più o meno consapevolmente, sulla non osservanza del divieto, che avrebbe attutito l’impatto del provvedimento, credendo in tal modo di liberarsi da responsabilità". 

Il Codacons: "Ridurre i tributi per chi risiede nelle vie del divieto"

Cappello conclude: "Ammesso e non concesso che ciò sia vero, ossia che il divieto di che trattasi sia idoneo a liberare chicchessia da qualsivoglia responsabilità per fatti dannosi, resta la gravissima responsabilità politica ed amministrativa di non aver saputo governare in maniera idonea il territorio e di non aver saputo dare alla popolazione, residente e non, adeguata soluzione a problemi elementari quali quello della viabilità (che si aggiunge a spazzatura, acqua, inquinamento delle coste e qui mi fermo per non girare il coltello nella piaga). Non mi piace entrare in stucchevoli e strumentali polemiche concernenti indennità di sorta, però è chiaro che se non si trovano pochi spiccioli per coprire alcune buche della strada, non si comprende come si possa continuare a percepire indennità di amministratore  senza amministrare fattivamente. Se il ruolo dell’amministrazione si è ridotto all’incasso dei tributi per il pagamento delle spese correnti, tanto vale mettere a capo del comune (di ogni comune perché il problema è di tutti i comuni) un ragioniere dello Stato, che costerebbe meno e renderebbe uguale". 

Cappello ripropone l'idea di ridurre le tasse per i cittadini che risiedono nelle zone interessate dai divieti.

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