Domenica, 14 Luglio 2024
Lanciato anche un appello

Disturbi alimentari, la lettera di una paziente: "Al Metabolé dell’Asp si sono presi cura di me"

L'agrigentina: "Mi sono sentita accolta, rispettata, capita, presa per mano. Non esitate ad aprirvi, a farvi aiutare, a ristabilire il giusto rapporto con voi stessi e il cibo"

Una sentita lettera di ringraziamento è stata recapitata da una donna agrigentina al “Metabolé”, il servizio aziendale per il trattamento dei disturbi alimentari coordinato da Angela Bruno e afferente al dipartimento di Salute mentale Asp che è diretto da Leonardo Giordano. Ecco il testo:

“Parlare della propria salute è una delle cose più difficili e delicate da fare. Desidero mettere in risalto un'esperienza positiva che ho vissuto e che sto vivendo perché penso che sia giusto che i concittadini sappiano e perché oltre ai tanti motivi di lamentela per le cose che non funzionano siano evidenziate le realtà virtuose che abbiamo, a partire dall'Asp di Agrigento. I disturbi alimentari coinvolgono tutto il nostro essere. Non interessano soltanto l'apparato digerente ma hanno a che fare con la testa, con le emozioni, con le ferite del passato, con le paure, con le ansie...il famoso adagio 'dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei' è profondamente vero, perché il nostro modo di alimentarci (o di non alimentarci) racconta di noi, della nostra storia e del nostro presente. A un certo punto ho dovuto ammettere a me stessa che c'era un problema e che non potevo più gestirlo da sola. Consigliata dal mio medico di famiglia e da alcuni amici ho bussato al Metabolè, diretto in modo eccellente dalla dottoressa Angela Bruno e ho incontrato la dottoressa Elena Montagna. Dal primo istante da lei mi sono sentita accolta, rispettata, capita, presa per mano. Ho percepito finalmente qualcuno che si stava prendendo cura di me. Non semplicemente qualcuno che mi 'dava' delle cure ma qualcuno che si prendeva cura di me. L'apporto umano, professionale, relazionale, empatico della dottoressa Elena Montagna è stato eccezionale e non smetterò mai di ringraziare lei  e tutte le persone che lavorano in quel reparto e che si spendono con molta generosità. E a quanti pensano di avere un disturbo alimentare mi permetto di dire: non esitate ad aprirvi, a farvi aiutare, a ristabilire il giusto rapporto con voi stessi e il cibo. In fondo il modo migliore per voler bene è sempre quello di volersi bene”. 
    
 

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