Commemorazione Camilleri, Di Rosa contro Firetto: "Con tutto il rispetto ma non è agrigentino"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Qualcuno gli dica che è sindaco di Agrigento, svegliatelo. Adesso è tutto più chiaro, non era una mia impressione il fatto che fossimo amministrati da una persona che non conosce i problemi della città e che non ha legato con essa, adesso è chiaro a tutti, siamo senza un sindaco che senta la città davvero sua. Che senta il “battito del cuore” della città, dei suoi quartieri, delle sue periferie, lui, si lui, non lo chiamo più neppure per nome, non è mai stato il mio sindaco, è ancora convinto di amministrare la sua città, Porto Empedocle.

Che senso ha litigare con il Sindaco di Porto Empedocle, rubando loro, alla vera città che ha dato i natali a Camilleri, anche i festeggiamenti, per l'anniversario della morte del noto scrittore “Empedoclino”. Che senso ha mettere una statua di Camilleri in Via Atenea, quando poi chi amministra non ricorda gente come il Dott. Reale(illustre Agrigentino) intitolandogli una Via o tanti ed altri illustri Agrigentini.

Agrigento, gli Agrigentini, meritano rispetto. Gli Agrigentini, non sono solo “buoni” per essere apostrofati in malo modo. Gli Agrigentini(sempre con la A maiuscola), caro sindaco, possono farti da professori in ogni ambito, in ogni dove, gli Agrigentini ovunque vanno sono rispettati e si distinguono per il loro fare da signori, in percentuale anche Agrigento come New York ha i suoi “incivili” ma per questo infatti serve una persona che li Amministri e li faccia sentire responsabili.

Lascia alla tua compaesana il piacere di organizzare i festeggiamenti per Camilleri. Non sei stato eletto sindaco di Porto Empedocle, lo sei stato, adesso spero ancora per poco, sei sindaco di Agrigento, “la più bella città dei mortali”. E Agrigento non è solo celebrazioni e “abballa abballa”. Agrigento ha bisogno di strade, pulizia, scuole, lavoro. Basta pensare alle brioche, gli agrigentini vogliono pane. Cosa c'è da aggiungere

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