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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Bellezze del territorio / Naro

Borghi da visitare: viaggio a Naro tra mito e leggenda

Dall'itinerario medievale a quello moderno. Scopriamo insieme la città fondata dai Giganti

Il nostro viaggio alla scoperta dei borghi impedibili da visitare nella provincia di Agrigento, dopo Sambuca di Sicilia, prosegue con Naro dove la storia incontra la leggenda. Situata a 600 metri sul livello del mare, la cittadina si caratterizza per la presenza di insediamenti umani sin dal periodo neolitico. Una città la cui origine antichissima  affonda le sue radici nel mito. I primi abitanti, come si legge nel sito del comune, sarebbero stati i Giganti.  A parlarne la Genesi, Omero. Tucidide, Giustino, Plinio, Strabone e, poi, gli storici siciliani Fazello, Caruso, Pancrazio, Valguarnera, P. Giovanni Chiarandà nella sua Piazza (libro 1, cap. 8), Mario Negro nella sua Geografia (cap. XV, p. 115), P. Massa nella sua Sicilia in prospettiva (parte 2, p. 248) e Carlo Ruca nel Virgilio Illustrato - Eneide (Libro terzo, p. 394, Agragas, urbis Ionia olim, in vertice rupis exstructa, hodie Naro dicitur.) . Naro sarebbe stata ediifica dai Giganti dopo il diluvio universale, sul monte Agragante dal nome del loro capo e che diede il nome al monte ed al fiume.
 

Ma cosa visitare a Naro?  In questo luogo ricco di storia si consigliano quattro itinerari alla scoperta del  territorio. Il primo è quello medievale con  cinque tappe impedibili per godere dei capolavori architettonici dal sapore gotico siciliano: il Castello dei Chiaramonte; l’Antico Duomo Normanno; la Porta d’Oro;la chiesa di Santa Caterina; il Palazzo Malfitano Giacchetto. Naro è un gioiello che nel periodo barocco ha vissuto il suo momento di massimo splendore, per il percorso barocco si consiglia di visitare: chiesa del SS. Salvatore, la chiesa di San Niccolò di Bari, la chiesa Madre e l’ex collegio dei Gesuiti, la chiesa di Sant’Agostino, la chiesa e all’ex convento di San Francesco, la chiesa di San Calogero. Non si può inoltre rinunciare al percorso archeologico  che comprende il Castellaccio con quello che resta  della Reggia di Cocalo, la contrada Furore e il complesso catacombale paleocristiano situato in contrada Canale. Da non perdere l’itinerario moderno che include: la Chiesa Madre con l'annesso Collegio dei Gesuiti, la Chiesa di Santa Maria di Gesù, la Chiesa del Carmelo, la Chiesa di San Paolo, la Chiesa di Sant'Erasmo, la Chiesa Madonna del Lume, la Chiesa dei Cappuccini, Palazzo Conte Gaetani. Tra le numerose bellezze naturali si segnala la Grotta dell’Istrice.
 

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