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L'idea che diventa virale

L'attore che ha prestato la sua voce alle star di Hollywood torna nella sua Agrigento per insegnare a parlare bene

L'arte comunicativa di Paolo Macedonio a disposizione di gente comune che non intende recitare, ma eliminare cadenze dialettali ed errori di pronuncia. Una platea, composta soprattutto da donne, che scopre il segreto per avere successo nel lavoro e nei rapporti sociali

Ha fatto carriera nel mondo del cinema, da attore e soprattutto da doppiatore. Ha prestato la voce alle star di Hollywood e ai personaggi dei film di animazione. Ha recitato per il grande e piccolo schermo così come per il teatro. Ora, dopo anni di esperienza, ha deciso di “donare” la sua voce e il suo italiano perfetto a chi vuole migliorare la propria capacità di comunicare con gli altri. Perché parlare correttamente aiuta in qualunque circostanza, da un colloquio di lavoro ad un primo appuntamento. Così Paolo Macedonio, agrigentino trapiantato a Roma, ha messo a punto un corso di “public speaking”: un percorso di studio breve ma efficace per usare la voce come arma vincente in tutti gli ambiti della nostra quotidianità.

Quanto è importante parlare bene

Esempio pratico: una delle abitudini più radicate nell’era dello smartphone è comunicare con i messaggi vocali. Sono più immediati rispetto alla tradizionale telefonata e ci fanno risparmiare tanto tempo rendendo la conversazione più “smart” evitando convenevoli e preliminari. Ci fanno subito arrivare al dunque, ma non sono di certo “parole che volano”. Anzi, lasciano una traccia. Per questo la prima cosa che facciamo, ancora prima di ricevere risposta, è ascoltarlo. Ed è proprio in quel momento che il telefono restituisce una verità impietosa: cadenza dialettale eccessiva, vocali troppo aperte e consonanti inutilmente raddoppiate.

Insomma una dizione pessima che potrebbe compromettere l’opinione che il nostro interlocutore, se particolarmente attento ed esigente, potrebbe farsi di noi. Soprattutto se si tratta di una persona con cui non abbiamo confidenza ma con la quale è importante fare una buona impressione al primo impatto. 

Paolo Macedonio e le donne che hanno frequentato il corso

Cos'è il public speaking 

Paolo Macedonio entra in gioco con la sua arma vincente: una dizione impeccabile che diventa strumento di lavoro, di persuasione, persino di seduzione. Niente lezioni di recitazione dunque, ma un "metodo" per parlare bene. La sua iniziativa ha riscosso in città un successo inaspettato: in pochissimo tempo si è creata la prima classe composta - e questo aspetto la dice lunga - quasi esclusivamente da donne. “Una dizione compromessa da inflessioni dialettali troppo marcate - spiega Paolo - compromettono la nostra incisività nel comunicare, condizionano negativamente il giudizio che gli altri si fanno di noi. Fa parte della vita di tutti i giorni, dal semplice ambiente familiare fino ad arrivare a contesti più impegnativi quando, ad esempio, si ricoprono cariche pubbliche o si fa un lavoro che ci sottopone al giudizio altrui. Ma non è solo questione di correggere errori di pronuncia o eliminare cadenze troppo pesanti. Bisogna prima di tutto recuperare la nostra genuinità. 

Partiamo dall’inizio. Quando siamo bambini parliamo sempre, senza freni e senza filtri. Poi, crescendo, a causa di una serie di traumi sociali al quale ognuno di noi è sottoposto, parliamo sempre meno e diventiamo poco autentici. Da giovanissimi siamo simpatici, unici, anche emotivi. Tutto questo dovremmo custodirlo e mai nasconderlo. Invece con il passare degli anni togliamo progressivamente ‘colore’ al nostro modo di parlare. Le convenzioni sociali ci impongono una ‘serietà’ che ci rende monotoni”.

Professore e alunni in aula

Fragilità e umanità non vanno nascoste

"Una delle cose belle del mio corso - aggiunge Paolo - è che in una società in cui si aspira a vincere, a dominare, a sopraffare, io insegno a recuperare la gentilezza, l'empatia e anche quella fragilità che è importante mostrare: bisogna metterla nella voce. Non dobbiamo mai soffocarla, anche se si è davanti a una platea. Non c’è niente di male a esternare con la parola le proprie emozioni. Fare emergere il lato umano, a discapito dell’aspetto essenzialmente professionale, alla fine paga. Insomma l'umanità vince sempre.

Se poi a questo associamo una corretta dizione risulteremo più incisivi in ogni aspetto della vita quotidiana: per sedurre, per catturare l’attenzione di chi ci ascolta al telefono, a una prova orale per ottenere il posto di lavoro a cui aspiriamo, per convincere il nostro capo ad aumentarci lo stipendio. Insomma è una risorsa che possiamo utilizzare per qualunque cosa”.

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Chi è Paolo Macedonio

Ha lavorato per anni in quelle sale buie dove si parla l’italiano perfetto, non associabile a nessuna “impronta” regionale, dove il doppiaggio diventa artigianato di lusso. Ma è soprattutto attore al cinema e in teatro. Ha prestato la voce per alcuni grandi successi del mondo dei supereroi Marvel e Dc Comics: da Spiderman a Wonder Woman passando per la serie “She Hulk”. Ma anche per film di animazione come Moominvalley (Rai), Coco, Sing e Ralph Spaccatutto. Figura nel cast della serie “The bad guy” (Amazon Prime) e ha interpretato Don Luigi Sturzo nella serie “M. il figlio del secolo” sulla figura di Benito Mussolini, con Luca Marinelli nel ruolo del Duce, diretto da Joe Wright, regista di “Orgoglio e pregiudizio”, “Anna Karenina” e “L’ora più buia”. Ha recitato in “Stregati dalla luna” di Pino Ammendola e Nicola Pistoia e in “2061 - Un anno eccezionale” di Carlo Vanzina. Poi in “La piovra 8”, “Don Matteo”, “Provaci ancora prof” e “Squadra antimafia”. Ha prestato la voce al protagonista di “Jersey Boys” di Clint Eastwood e in altri film d’oltreoceano come “Tutto sua madre”, “On the road” e “Giovani ribelli”. 

“Anche se oggi - spiega - non è più come una volta. Si richiede troppa velocità nel consegnare il prodotto finito e spesso si rischia di portare a termine lavori eccessivamente sbrigativi".

Paolo Macedonio-3

Dove si svolgono i corsi e chi li coordina

E’ possibile seguire le lezioni negli spazi di Immagina coworking in via Cesare Battisti, nel cuore della città. A coordinare il lavoro di Paolo Pacedonio sono Michele Sodano e Andrea Barbera. “Al termine della prima edizione del corso - spiega Sodano che ha fondato Immagina coworking - abbiamo scoperto un incontenibile Paolo Macedonio. Venti partecipanti (ci piace menzionare la presenza di 17 donne straordinarie) hanno intrapreso un profondo percorso di evoluzione personale spingendosi oltre le proprie zone di comfort per affinare la self confidence e l’arte della comunicazione. Per questo ringrazio Paolo per il suo impegno come guida generosa e illuminante. Ma anche Andrea Barbera, il project manager dell’iniziativa, la cui dedizione ha reso possibile questa esperienza ai nostri associati.

‘Parla in modo che io possa vederti’, diceva Socrate. Ogni partecipante ha potuto non solo migliorare le proprie capacità comunicative ma soprattutto rivelare e valorizzare la propria unicità. Parliamo quindi di human empowerment, che poi è una delle nostre mission principali. Pensavamo che fosse solo un corso di dizione e public speaking, non potevamo immaginare che potesse nascere una straordinaria comunità di donne vogliose di confrontarsi e migliorarsi senza alcuna timidezza. E se oggi ne sono uscite migliorate, non possiamo che ringraziare Paolo che è stato un motivatore perfetto e istrionico". 

Foto di gruppo a fine corso

Cosa si studia

E’ possibile acquisire le tecniche più efficaci per esprimere il potere delle parole e trasformare il nostro modo di comunicare affinando respirazione, concentrazione e pronuncia direttamente da un maestro dell'espressione scenica e vocale. Le lezioni mirano a trasferire le più importanti tecniche di comunicazione e a rendere più spontanea la trasmissione di energia, entusiasmo ed empatia: elementi cruciali quanto il contenuto del discorso stesso.

Si acquisisce la consapevolezza dello strumento vocale, del linguaggio non verbale e para verbale eliminando cadenze dialettali e difetti di pronuncia per parlare in modo fluente e persuasivo. Nel programma di studio si affrontano aspetti molteplici come apparato fonatorio e corretta respirazione, ginnastica facciale, pronuncia, cadenze e cantilene, ritmo, volume, intensità, postura, centratura, improvvisazione e gestione delle emozioni. Tutto comincia, si evolve e si conclude in un mese: 4 giornate con sessioni da 3 ore “al termine delle quali - promette Paolo - non saremo più gli stessi”.

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