Venerdì, 19 Luglio 2024
Cultura

"Non c'era lo spazio per ciò che mi piaceva": Andrea Camilleri si racconta con la sua voce su Fondo

Uno spazio virtuale destinato a crescere con nuovi percorsi e tappe, nato per volontà delle figlie Andreina, Mariolina ed Elisa, allo scopo di di conservare e valorizzare l'archivio e la ricca biblioteca del romanziere

"Non c'era lo spazio per ciò che mi piaceva", perché lui era "affamato di concerti, spettacoli teatrali, dibattiti politici, nuove letture". Per questo Andrea Camilleri lasciò da ragazzo Porto Empedocle dov'era nato per arrivare nella Roma nel secondo dopoguerra che voleva lasciarsi alle spalle i lutti del conflitto e costruire una nuova cultura con i tanti protagonisti del mondo del teatro, della letteratura, del cinema dagli anni Cinquanta agli anni Sessanta. Lo racconta il sito dell'associazione Fondo Andrea Camilleri dedicato all'autore siciliano e al suo archivio, appena aperto. La presentazione di Andrea Camilleri avviene nel sito attraverso la sua stessa voce, il suo inconfondibile timbro.

Uno spazio virtuale destinato a crescere con nuovi percorsi e tappe, nato per volontà delle figlie Andreina, Mariolina ed Elisa, allo scopo di di conservare e valorizzare l'archivio e la ricca biblioteca del romanziere. Un progetto culturale che attraverso l'archivio, curato da Patrizia Severi faldoni - scatole e scatoloni, carte sciolte, libri, riviste culturali, audiovisivi, fotografie - faccia conoscere "le radici remote, i passaggi e le connessioni meno note del percorso artistico e professionale di Andrea Camilleri". Il sito è dunque un luogo di conoscenza della biografia intellettuale dello scrittore e racconto della storia delle istituzioni culturali di formazione in ambito artistico (l'Accademia d'arte drammatica, il Centro sperimentale di cinematografia) della storia della produzione teatrale, della radio e della televisione in Italia, della vita culturale del Novecento. 

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