Ati idrico, il sindaco Carmelo Pace: "E' soltanto il primo passo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Resterà negli annali la data di ieri, 27 settembre 2019. L’ATI, l’assemblea dei sindaci dell’Ambito Territoriale idrico, che raggruppa i comuni della provincia di Agrigento, ha votato all’unanimità la scelta della forma di gestione dell’acqua che è quella della Società Consortile Pubblica.

Per i comuni dell’Ati si tratta di una data storica che interviene a definire una vicenda lunga e difficile per la comunità agrigentina, per anni coinvolta in battaglie sul metodo di gestione dell’acqua, tra pubblico e privato, in un referendum nazionale, quello del 2011, espressione della volontà del 90% dei cittadini di tornare ad una gestione pubblica dell’acqua, rimasto per anni senza riscontro e con la conseguenza di prezzi per la fornitura idrica totalmente fuori controllo .

Finalmente, con la scelta operata ieri, i sindaci della provincia di Agrigento, caricandosi di responsabilità politica e amministrativa, hanno sancito il ritorno a una gestione pubblica dell’acqua con il voto unanime di circa 30 sindaci e la sola astensione di 10 comuni.
Ed oggi, dopo anni di battaglie e manifestazioni, di proteste davanti il Palazzo della Regione e le istituzioni di riferimento, la promessa fatta, sulla quale nessuno avrebbe scommesso, viene mantenuta. “Ai cittadini – dichiara infatti il sindaco di Ribera, Carmelo Pace - si è voluta finalmente dare una risposta, attesa da tempo. Ma ritengo sia soltanto un primo passo perchè la risposta più importante che i cittadini si aspettano non è soltanto il passaggio definitivo da un gestore privato a quello pubblico ma, principalmente, di avere un servizio di gestione idrica

efficiente e soprattutto con costi sopportabili e non esorbitanti come spesso si è verificato fino ad oggi. Per conseguire questo obbiettivo è, dunque, necessario che le enormi risorse idriche della provincia di Agrigento vengano ottimizzate e condivise tra tutti i comuni della provincia. Quindi il compito più arduo che da oggi in poi spetta all’Ati è di fare in modo che i nostri cittadini, nel più breve tempo possibile, cessino di pagare l’acqua come fosse oro e tornino ad una situazione di generale equità ed efficienza”.

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