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Colle di Girgenti, inaugurati "I giardini del vescovo"

Don Giuseppe Pontillo: "I giardini ecclesiastici oltre ad essere luoghi rappresentativi, sono indispensabili anche per accompagnare la preghiera, per accogliere attività ludico-ricreative incentrate sul benessere psicofisico e sul miglioramento della qualità della vita della persona”

Per celebrare la "XVIII Giornata del Giardino", il Garden Club Valle dei Templi, in collaborazione con il Museo Diocesano di Agrigento, ha avuto il piacere di promuovere il battesimo ufficiale dei Giardini del Vescovo.

In questo modo il Garden Club Valle dei Templi ha voluto realizzare il tema centrale della giornata promossa dall'Ugai (Unione nazionale Garden club e Attività similari d'Italia): "Etica ed estetica del giardino" alla scoperta di due piccole oasi di pace ricche di storia in cui regnano spiritualità, quiete e armonia, gelosamente protette dalle mura del palazzo Arcivescovile, sul Colle di Girgenti. I Giardini ecclesiastici storici della città di Agrigento sono luoghi ameni, intimi, a volte visibili solo dall'alto, ma contribuiscono, in modo sostanziale al carattere della città e oggi più che mai alla sua qualità di vita. Già nel Cinquecento, come precisa Domenica Brancato storica dell'arte presso il Mudia, i vescovi avevano iniziato ad arricchire i propri palazzi di giardini alla maniera dei Palazzi civili e anche il Palazzo diocesano di Agrigento si conformerà a queste esigenze, tanto da preservarne nei secoli due preziose testimonianze. Il giardino più antico, che risale al vescovado di Francesco Trahina (1627-1651), oggi mantiene la presenza tradizionale degli alberi di ulivo e di mandorlo, nonché svariate piante aromatiche e ornamentali, così come voleva il suo impianto secentesco. Il giardino ha ospitato, tra l'altro, nel 1993 il santo padre Giovanni Paolo II che alle prime luci dell'alba vi si recò per la riflessione personale, prima dello storico "grido" nella Valle dei Templi. Il secondo giardino è legato alla storia del vescovo Andrea Lucchesi Palli che durante i lavori di ampliamento del Palazzo arcivescovile ne curò la realizzazione assegnandolo ai padri Redentoristi.

"I giardini ecclesiastici - come puntualizza don Giuseppe Pontillo, direttore dell'ufficio Beni culturali ed ecclesiastici della Curia - oltre ad essere luoghi rappresentativi, sono indispensabili anche per accompagnare la preghiera, per accogliere attività ludico-ricreative incentrate sul benessere psicofisico e sul miglioramento della qualità della vita della persona".

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