"La Sicilia unita per lo screening del carcinoma alla mammella”, via al convegno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Organizzando il convegno “La Sicilia unita per lo screening del carcinoma alla mammella”, l’Accademia di studi mediterranei “ha inteso porre il proprio accento sulla vicenda per cui vero è che viviamo in un tempo di pandemia, ma è altrettanto vero che le altre patologie gravi o gravissime, solo per il fatto che non se ne parli, non sono scomparse”. Lo ha affermato questa mattina il presidente dell’Accademia dott. Franzo Bruno Statella di Spaccaforno nella sua introduzione in apertura dei lavori, sottolineado che questo è il grandissimo problema cui oggi si trova davanti il mondo della comunicazione sanitaria e non solo. Per questo egli ha ringraziato tutti gli accademici ed i professionisti che stanno partecipando all’evento, a cominciare dall’assessore regionale all’istruzione Roberto Lagalla e dal prof. Massimo Midiri responsabile scientifico del convegno, i quali così “rendono concreta la possibilità di approfondire un tema di straordinario interesse, non solo per le donne, che sono ovviamente la parte più direttamente coinvolta, il fulcro delle famiglie intorno alla quale ruota l’intera casa, per cui l’ avvento di una tale malattia produce uno squilibrio, una confusione per l’intero nucleo familiare, ma anche per tutta la società, nella quale se una sua componente si ammala, di fatto, tutto il mondo attorno viene sconvolto e pregiudicato”.

Nella parte introduttiva sono intervenuti, oltre allo stesso prof. Midiri, anche la prof. Assuntina Gallo, il presidente del Comitato scientifico dell’0Accademia mons. Enrico Dal Covolo e il dott. Dario Guido, responsabile Health and medical equipment di Samsung, mentre l’assessore Lagalla ha svolto una prolusione.

Subito dopo si è passati alla prima sessione del convegno,m dedicata a “Efficacia e sfide delle strategie di screening”. Sono intervenuti il dott. Giuseppe Capodieci di Siracusa che ha parlato delle politiche sanitarie e delle strategie di screening in Italia oggi, il dott. Guglielmo Rizzo di Enna che si è soffermato su “Il CSS: passato, presente e futuro”. Egli ha parlato del Centro studi di senologia siciliano il quale – ha ricordato – sin dagli anni 90 si è posto come gruppo di studio senologico quale appendice del gruppo regionale della società italiana di radiologia medica. Negli anni, ha aggiunto, ha svolto un’opera di rivisitazione dei modelli operativi e dei protocolli diagnostici, riproponendosi in una veste pluridisciplinare considerando le professionalità coinvolte nella questione senologica (radiologi, chirurghi, anatomopatologi,  medici di medicina nucleare, radioterapisti, tecnici sanitari di radiologia medica, psicooncologi, ecc.) soprattutto nella visione di un’arttività non solo scientifica ma che guardi anche al soggetto portatore della malattia (medical humanities). Nel prossimo futuri il CSS proseguirà nella sua produzione scientifica e nella formazione di giovani senologi con master executive ed ha nei suoi piani un gemellaggio con  la scuol,a italiana di senologia del prof. Umberto Veronesi.

La dott. Francresca Catalano di Catania la quale ha evidenziato come “negli ultimi due anni la regione siciliana ha potuto portare avanti diversi progetti in ambito sanitario: la nomina di due commissioni, una sulla rete senologica e una sulla rete oncologica, ha permesso di raggiungere traguardi importanti come la realizzazione di centri di riferimento per la patologia mammaria. Nella fattispecie la commissione senologica, insediatasi nel giugno 2018, ha lavorato contestualmente su due fronti: la stesura di un percorso diagnostico terapeutico e assistenziuale per i tumori mammari, avvalendosi di collaborazioni come associazioni di pazienti ed esperti in ambito senologico, e la identificazione dei centri di riferimento. Successivamente e durante la pandemia, la commissione ha continuato a lavorare sul delicato tema dello screening attraverso incontri con i responsabili nelle diverse provincie e, cercando di risolvere le problematiche, è stato redatto un documento che vincola lo screening con le Breast unit di riferimento affinchè la donna risultata positiva per tumore mammario allo screening, in maniera semplice e veloce possa essere indirizzata in modo opportuno per completare l'iter diagnostico di secondo livello e quindi venga presa in carico dagli specialisti del settore (chirurghi, oncologi).

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