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Traffico transnazionale di beni archeologici, eseguite perquisizioni per cercare i reperti rubati

Complessivamente 23, fra cui 6 agrigentini, le persone che sono finite nei guai

 

I carabinieri del comando Tutela patrimonio culturale hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta su richiesta della Procura della Repubblica Nissena che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone. Gli indagati sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, d'aver fatto parte di un’associazione per delinquere transnazionale dedita al traffico di reperti archeologici provento di scavi clandestini in Sicilia.

"Scavi clandestini e traffico illecito di beni archeologici", arrestati sei agrigentini 

L’operazione è stata condotta in sinergia con i comandi provinciali carabinieri di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Crotone, Enna, Lecce, Napoli, Novara, Taranto, Torino, Ragusa, Siracusa e con il supporto del nono nucleo elicotteri di Palermo e dello squadrone Eliportato “Cacciatori Sicilia”. 

Sono state eseguite anche numerose perquisizioni per la ricerca di reperti trafugati. Contemporaneamente, in ambito europeo, grazie al coordinamento di Europol ed Eurojust, sono stati eseguiti 3 mandati di arresto europeo nei confronti dei presunti componenti dell’organizzazione residenti a Londra, Ehingen e Barcellona. Oltre 250 i carabinieri impegnati che hanno operato, sia in territorio italiano che estero, congiuntamente ad investigatori della Metropolitan police di Londra, della Polizia Criminale del Baden-Württemberg e della Guardia Civil spagnola.

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