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Il peschereccio "Giarratano" ritorna a casa, il comandante: "Siamo marinai, prestare soccorso è un obbligo"

L'imbaracazione saccense in acque maltesi ha soccorso 50 migranti in difficoltà

 

E’ rientrato al porto di  Sciacca il motopeschereccio “Accursio Giarratano” che, in acque territoriali maltesi, ha salvato 50 migranti che, dopo l’indifferenza dimostrata dalle autorità maltesi, sono stati trasferiti a bordo della nave “Gregoretti” della Guardia Costiera italiana.  “Come tutti i marinai prestiamo sempre soccorso, a prescindere dalla nazionalità delle persone, perchè la stessa cosa in acqua può accadere anche a noi”. Sono state queste le prime parole pronunciate dal comandante dell'imbarcazione, Carlo Giarratano, dopo aver riabbracciato la moglie Mimma sulla banchina del molo saccense.

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Il comandante ha anche descritto le fasi del soccorso e parlato dei timori dovuti  ad esperienze simili vissute da alcuni pescherecci spagnoli, e che, in balia del mare, hanno dovuto attendere anche per due settimane. "Abbiamo temuto di rimanere fermi - ha spiegato Carlo Giarratano - fortunatamente si è sbloccato tutto". “Sono state ore di ansia e apprensione – ha detto la consorte del comandante – non è la prima volta che prestano soccorso. L’unico rammarico – ha aggiunto – è che Malta si è disinteressata”. La famiglia Giarratano non è dunque nuova ad azioni di soccorso in mare. L’armatore, Gaspare Giarratano, ha detto ai cronisti: "La gente in mare si salva, c'è una legge non scritta che ci obbliga".

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Ed intanto la Ong Mediterranea Saving Humans annuncia che  destinerà 10 mila euro della raccolta fondi,  come contributo di solidarietà all'equipaggio del peschereccio "Accursio Giarratano"   "Lo facciamo - si legge sulla pagina facebook della Ong -  perché chi sostiene Mediterranea sostiene in primo luogo un’idea di umanità e che oggi quell’idea ha navigato su quel peschereccio, dalla parte giusta della Storia.  Grazie Carlo, grazie al suo equipaggio, grazie alla gente di mare. Navighiamo - si legge ancora -  nello stesso mare, quello dell’umanità".

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