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Indennità, è scontro tra il consigliere Palermo e il presidente Catalano

La seconda carica politica cittadina respinge le richieste di rinuncia al compenso e dice:" Possono farlo solo i figli di famiglia, i ricchi e i tangentisti"

 

La situazione finanziaria del Comune di Agrigento infiamma il dibattito in aula "Sollano". Il consigliere comunale Nuccia Palermo alza la voce su presunti vizi di comunicazione della presidenza in merito alla trasmissione degli atti riguardanti l'eventuale ricorso alla procedura di pre-dissesto dell'Ente. Il capogruppo della Lega, parla anche dell'indennità spettante al presidente della "parlamento cittadino", Daniela Catalano. "Oltre 3600 euro lordi al mese - dice ai microfoni di Agrigentonotizie, Nuccia Palermo, secondo me sono troppi rispetto a quello che lei frutta all'interno del Comune".

Pronta la replica del presidente Catalano che sulle comunicazioni, dice di aver proceduto secondo regolamento. Sul fronte indennità e relativa richiesta di rinuncia, la seconda carica politica cittadina, nel ribadire che il compenso è previsto dalla legge e che la stessa non è disposta a privarsene, dichiara: "Possono rinunciare solo tre categorie: i figli di famiglia, i ricchi e i tangentisti".
 

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