I testimoni di giustizia dicono "basta", Ignazio Cutrò: "Troppe promesse non mantenute"

“Siamo carne da macello - continua l'ex imprenditore - siamo morti che camminano e siamo stanchi di questa situazione”

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Testimoni di giustizia sul piede di guerra contro le promesse non mantenute dal governo Conte. Il prossimo 10 maggio a Roma è previsto infatti un sit-in di protesta.  “Siamo completamente delusi – dice Ignazio Cutrò presidente dell’associazione  nazionale Testimoni di giustizia” - perché effettivamente non abbiamo più possibilità né di parlare con la commissione centrale di sicurezza, non abbiamo più riferimenti. Noi – aggiunge l’imprenditore bivonese -  chiediamo soltanto di avere quello ci tocca, quello che è dovuto, non vogliamo niente , ma il problema è sempre li, perché siamo sempre stati considerati un peso, una spesa, però forse loro si dimenticano che siamo carme da macello, morti che camminiamo, siamo stanchi, abbiamo fatto un appello ai vice premier Salvini e Di Maio e al premier Conte, se entro i primi di maggio non ci riceveranno – ha aggiunto - il 10 maggio andremo a metterci   li (a Roma ndr) a oltranza e finché non verranno risolti i problemi dei testimoni di giustizia non ce ne andremo”. 

Nei giorni scorsi il grido di allarme era stato lanciato dalle diverse associazioni che in Italia rappresentano i testimoni di giustizia, appelli che avevano anche provocato uno scontro in casa Cinque Stelle con la deputata e testimone di giustizia  Piera Aiello che aveva accusato il collega di partito e sottosegretario all’Interno Luigi Gaetti.  “Sono davvero delusa dal sottosegretario Gaetti – aveva detto Aiello -  sui testimoni di giustizia aveva annunciato delle risposte che non sono mai arrivate”.


 

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