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"Il percolato finisce nel torrente", sequestrata dismessa discarica: un indagato

 

"Accertata l’immissione di rifiuti liquidi non pericolosi nel Vallonforte che attraversa la contrada Fauma del Comune di Porto Empedocle". A realizzare l'ispezione prima e il sequestro dopo - sotto il coordinamento del sostituto procuratore Antonella Pandolfi - dell'intera discarica non più operativa, la cui responsabilità ricade sull'Iseda, sono stati i militari della Guardia costiera di Porto Empedocle. Posti sottosequestro, in maniera particolare, due cisterne seminterrate di stoccaggio temporaneo, due pozzetti di raccolta di percolato e quattro contenitori in plastica da 1000 litri cadauno: che si trovano nella dismessa discarica.

Sversamento di percolato, sequestrate cisterne e pozzi 

L’indagine, nel quadro della costante attività di controllo del territorio ed in particolare di prevenzione e contrasto delle violazioni ambientali, ha avuto inizio lo scorso ottobre. L’attività di controllo ha permesso di accertare - hanno ricostruito e reso noto dalla Capitaneria di porto empedoclina - che il percolato formatosi dalla decomposizione dei rifiuti e dall’azione delle acque meteoriche si riversa ininterrottamente nel torrente “Forte” che attraversa la contrada Fauma, provocando un presunto inquinamento alle acque utilizzate dagli agricoltori e dagli allevatori della zona.

Le indagini sono state svolte con il supporto del personale tecnico Upg dell’Arpa che ha effettuato i campionamenti dei liquidi e dei terreni da caratterizzare. "Per individuare ulteriori responsabilità dell’indagato che, omettendo le dovute verifiche, ha permesso tale immissione illecita, in violazione del testo unico ambientale" - ha concluso la Capitaneria di porto di Porto Empedocle - . L'indagato è l'amministratore delegato dell'Iseda Pietro Alongi, meglio conosciuto come Giancarlo. 

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