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Viadotto Morandi chiuso da 29 mesi, MareAmico: "L'unica novità è l'erba che cresce"

Nel triste anniversario del crollo di Genova, l'associazione ambientalista evidenzia lo stato di oblio in cui versa il viadotto Akragas I

 

Nel giorno del triste anniversario del crollo del ponte Morandi di Genova, costato la vita a 43 persone tra le quali anche Vincenzo Licata: l'autotrasportatore di 58 anni originario di Grotte, ritorna in auge il tema della sicurezza delle infrastrutture stradali. Dibattito che coinvolge anche la città di Agrigento dove, da circa 29 mesi, un altro ponte, disegnato dall'ingegnere Riccardo Morandi, lo stesso progettista del viadotto parzialmente crollato nel capoluogo ligure, è stato chiuso per carenze strutturali.

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A Genova, la scelta di demolire e ricostruire ex novo il viadotto è stata l'opzione attuata. Ad Agrigento invece, la soluzione prospettata da Anas, è quella di ristrutturare il vecchio viadotto, con una spesa il cui costo si aggira attorno ai 30 milioni di euro. Lavori più volte annunciati ma non ancora realizzati. Lavori che provocarono la nascita di due opposte correnti di pensiero: da un lato i favorevoli al ripristino del  viadotto, da molti considerato snodo di primaria importanza per la viabilità locale. Sul versante opposto invece, il partito dei "demolitori" che,  previa la progettazione di una viabilità alternativa, vedrebbero di buon grado l'abbattimento della lunga lingua di cemento armato che affonda le radici su un importante sito archeologico. Corrente di pensiero, quest'ultima che fra i suoi sostenitori, ha registrato illustri personalità del calibro del compianto archeologo Sebastiano Tusa e del noto critico d'arte Vittorio Sgarbi. Anche il Fai e l'associazione ambientalista MareAmico Agrigento avevano chiesto, più volte, l'abbattimento del ponte.

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L'associazione Mareamico, che segnalò le carenze strutturali, 29 mesi dopo la chiusura, punta l'indice sull'oblio che avvolge il viadotto "Akragas I". "Dopo novecento giorni - dice Caludio Lombardo di MareAmico - l'unica novità è l'erbetta che è venuta fuori dalle fessure del ponte".

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