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Le cucine del "San Giovanni di Dio" resteranno chiuse anche per i prossimi anni: Fisascat Cisl sul piede di guerra

Se il bando non verrà modificato venti operai rimarranno con uno stipendio ridotto di due terzi

 

La Fisascat Cisl  chiede alla Regione siciliana di rivedere il bando per l’affidamento della fornitura del servizio di ristorazione all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, procedura che non prevede la riattivazione della cucina del nosocomio di contrada Consolida. Cinque anni fa, le cucine dell’ospedale erano state dichiarate inagibili e chiuse, da allora, la cooperativa affidataria del servizio, prepara i  pasti per i degenti in locali esterni.

Per salvaguardare i livelli occupazionali delle 20 persone impiegate, la ditta anziché licenziare, scelse di mantenere tutti gli operai riducendo però i loro turni di lavoro. Taglio che in termini di retribuzione equivalse ad uno stipendio pari a circa un terzo di quello percepito prima della chiusura delle cucine. Secondo quanto riferito dalla segreteria provinciale della Fisascat Cisl, Asp e Regione si erano impegnati a prevedere, nel nuovo bando di ristorazione, la ristrutturazione e riapertura delle cucine del “San Giovanni di Dio”.  Il nuovo e atteso bando, è stato pubblicato recentemente ma sostanzialmente nulla è cambiato, dalla Regione si sarebbe deciso che anche per i prossimi anni, le cucine dell’ospedale di Agrigento dovranno rimanere chiuse. 

L’organizzazione sindacale di categoria ha chiesto un’audizione urgente alla commissione Salute all’Ars, ha convocato i sindaci del distretto sanitario e chiede l’istituzione di un tavolo tecnico in Prefettura per  - dicono dalla Fisascat Cisl – affrontare questo problema sociale.
 

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