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Maxi sbarco a Palma di Montechiaro, i tunisini: "Siamo qui per lavorare, preghiamo a Dio perché l'epidemia finisca"

I migranti raccontano: "“Siamo arrivati in barca, siamo stati in mare tre notti dopo esser partiti da Monastir. Per il viaggio abbiamo pagato 7 milioni di dinari che sarebbero circa 1.500 euro”

 

"Siamo venuti per lavorare, per cercare lavoro". "Per migliorare la vita, per sistemarsi, perché in Italia c'è possibilità di fare tutto questo". "Per lavorare nei campi, raccogliere pomodori, lavorare in campagna". Sono state queste alcune delle testimonianze che AgrigentoNotizie ha raccolto fra i tunisini sbarcati a Cala Vincenzina a Palma di Montechiaro. Migranti - già stati in Italia, per loro stessa ammissione, - che hanno anche augurato il meglio alla penisola: "Preghiamo a Dio affinché questa epidemia si levi dall'Italia perché gli italiani non si meritano questo". 

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Entrambi gli intervistati erano già stati in Italia. “Sono stato quasi dieci anni qui – dice ad AgrigentoNotizie uno dei due tunisini – ho fatto l’autista, il meccanico, ho lavorato in un auto lavaggio. Adesso, spero di riuscire a fare i documenti per lavorare”.

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Uno dei due migranti economici ha anche ricostruito il viaggio del gruppo giunto nella costa Agrigentina. “Siamo arrivati in barca, clandestinamente, siamo stati in mare tre notti, siamo partiti da Monastir. Io e un mio amico – ha aggiunto – per il viaggio abbiamo pagato sette milioni di dinari, che sarebbero circa 1.500 euro”.

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