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Faida sull'asse Favara-Liegi, la Dia: "La criminalità organizzata si proietta in ambiti europei"

Il vice questore Roberto Cilona: "Oggi l'ambito militare di Cosa Nostra sta subendo una crisi profonda dovuta a un contrasto importante che si è avuto nei decenni da parte delle forze di polizia"

 

Roberto Cilona, a capo della sezione della Direzione investigativa antimafia di Agrigento, ha incontrato la stampa per illustrare i contenuti della consueta relazione delle attività svolte sul territorio. Il periodo di riferimento è stato quello compreso fra il primo gennaio e il 30 giugno 2018.

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Sui numerosi sequestri di armi e munizioni, anche da guerra, effettuati dalle forze dell'ordine nell'Agrigentino e la conseguente organizzazione militare della criminalità organizzata Cilona ha ribadito: "Oggi l'ambito militare di Cosa Nostra sta subendo una crisi profonda dovuta a un contrasto importante che si è avuto nei decenni da parte delle forze di polizia che hanno mietuto quelli che erano i capi, i leader e conseguentemente, quei vuoti sono stati colmati da soggetti non sempre capaci di sostituirsi. E' importante - ha sottolineato il capo della Dia di Agrigento -  avere delle armi ma è importante anche avere un esercito preparato". 

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Sulla faida in atto tra soggetti criminali che operano sull'asse Favara-Liegi Cilona ha fatto delle precisazioni: "Favara - ha detto -  è un paese caratterizzato nella storia delle mafie, da organismi criminali non necessariamente identificabili con Cosa Nostra ma che sono al suo servizio e che nel tempo si sono mosse sempre con autonomia anche nei mercati illegali. Quello che sta accadendo attualmente nell'asse Favara-Belgio - ha detto ancora Cilona -  è significativo in quanto sottolinea l'importanza e la necessità da parte della criminalità organizzata di una mobilità che oggi è sostenibile e che consente al criminale di poter avere una proiezione a livello europeo o addirittura mondiale".

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Il vice questore, a capo della Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento, su specifica domanda, ha anche parlato del ruolo delle cosche agrigentine nell'eventuale nuova cupola palermitana e del ruolo, ad oggi vacante, di un capo mandamento nell'agrigentino. "Un dato che sicuramente emerge - ha detto ai microfoni di AgrigentoNotizie -  è quello di immediata collaborazione di un capo mandamento a rafforzare l'ipotesi  secondo la quale oggi c'è una crisi di vocazione."

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