Decreto sicurezza, Firetto: "Le norme si applicano, non siamo una Repubblica delle banane"

Il sindaco smorza le polemiche dopo la sua dichiarazione, ieri, che contestava - come altri primi cittadini - il provvedimento nella parte in cui si occupa delle cittadinanze

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Ieri aveva auspicato "soluzioni per affrontare un Decreto che si pone come violazione sostanziale dei diritti costituzionali", e molti avevano associato la posizione di Firetto a quella del sindaco Leoluca Orlando, sull'applicazione del Decreto sicurezza. Oggi il primo cittadino ribadisce le critiche al provvedimento del Governo, ma non lesina critiche ad ambi i lati del fronte.

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"Ho detto, e ripeto,  che il cosiddetto Decreto sicurezza ha per certi aspetti profili utili, che erano anche attesi e discussi con Anci nel tempo - spiega Firetto -. Sulla vicenda del diritto d'asilo, io credo ci siano profondi profili di incostituzionalità e anche con criticità di attuazione. Detto questo le norme che vengono costituite in un Paese si applicano, altrimenti se ognuno pensa che può fare lo sceriffo dentro i confini nei quali è stato legittimato con voto popolare questa diventa una repubblica delle Banane, come cantavano Dalla e De Gregori".

Firetto, tuttavia, sembra non aver mandato giù le battute di Salvini, che ha attaccato a testa bassa e irriso i sindaci che avevano annunciato la volontà di non applicare il Decreto Sicurezza, come quelli di Palermo e Napoli. "Quelle di Salvini - dice - sono battute da branda come 'la pacchia è finita' oppure 'i sindaci pensino ad assicurare i servizi ai cittadini', io dico: il Govenro ridia i soldi ai sindaci affinchè possano assicurare i servizi ai cittadini, affinché possano tappare le buche, piuttosto che fare come ha fatto questa norma di bilancio, che ha ancora una volta tolto soldi ai comuni, i quali avranno difficoltà non solo a tappare le buche ma anche a pagare gli stipendi. E' il tempo che si esca da questa tendenza ai proclami continui in vista della prossima campagna elettorale. La proposta di ieri era chiara: apriamo un confronto con il Governo e il Viminale, ed è quello che l'Anci ha chiesto e che pare verrà concesso. Le istituzioni tornino a parlarsi, altrimenti, se creiamo Guelfi e Ghibellini questo paese finirà a Guelfi e Ghibellini".

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