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La rabbia dei commercianti non basta, la via Atenea rimane orfana della sfilata conclusiva

Le direttive di sicurezza imposte della circolare "Gabrielli". Gli esercenti del salotto buono pensano ad un flash mob

 

Nulla di fatto, il programma non cambia: la sfilata conclusiva del Mandorlo in Fiore non attraverserà la via Atenea. La decisione è stata ribadita nel corso di un animato incontro tra i responsabili del Parco Archeologico, ente che organizza la kermesse, ed i commercianti del salotto buono agrigentino. 

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Il faccia a faccia è stato fortemente voluto, il festival richiama migliaia di visitatori e per questo potrebbe diventare una seria boccata d’ossigeno per il commercio della via Atenea.

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I negozianti chiedevano il passaggio dell'ultima sfilata della festa, ci hanno provato a far cambiare idea agli organizzatori,  hanno anche "gridato" la loro situazione di disagio dovuta alla crisi commerciale, ma le nuove regole dettate dalla circolare "Gabrielli" in materia di pubblici spettacoli, secondo gli organizzatori non ammette riserve. Dall'ente Parco, però, sono state avanzate due proposte alternative, la prima è quella, per domenica 10 marzo, di veicolare verso la via Atena, il flusso dei bus navetta riservati ai visitatori.

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Opzione quest'ultima che secondo il direttore del Parco Archeologico, Giuseppe Parello, previe autorizzazioni comunali, potrebbe essere fattibile. La seconda scelta degli organizzatori in favore dei commercianti della via Atenea invece, ovvero quella di realizzare di flash-mob nella centrale arteria, necessita dei permessi della commissione provinciale dei Pubblici Spettacoli. I permessi, però, dovrà rilasciarli il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica

Presente all'incontro anche il sindaco di Agrigento Lillo Firetto che incassate le rimostranze degli stessi titolari
 di attività, dai microfoni di Agrigentonotizie, ribadisce come il "Mandorlo in Fiore deve essere la festa degli operatori commerciali perchè loro - ha aggiunto il sindaco - sono la prima frontiera per il turista che arriva e sulle loro gambe dovrebbe camminare questa festa".

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Il sindaco ha anche fatto sapere d'essere soddisfatto dell'incontro di quest'oggi. "Un'imprenditoria che ha mostrato responsabilità e consapevolezza dell'essere in prima linea nell'ospitalità, nell'accoglienza, nell'offerta di servizi e prodotti di qualità. Giocano un ruolo di primo piano che non può tradursi come nel passato in esercizi chiusi, servizi inesistenti o non all'altezza delle istanze dei visitatori. Occorre lo sforzo e l'impegno di tutti. Che cosa serve? Parcheggi, navette, ospitalità, un programma che consenta di apprezzare i patrimoni e ogni esibizione. La manifestazione per crescere deve anche essere sicura e controllabile. Deve garantire a tutti di vedere e apprezzare la festa e la ricchezza della sua proposta culturale in un clima di grande ospitalità. Abbiamo colto l’istanza di cambiamento, attuando un totale mutamento di rotta rispetto a logiche incancrenite che avevano impoverito perfino la festa più bella, ridotta a nulla più che una sagra paesana. Cambiamento non significa stravolgimento delle tradizioni, ma un sostanziale potenziamento del carattere internazionale sui temi della pace, della concordia, dell’armonia tra i popoli che hanno sempre sostanziata la manifestazione negli ultimi 64 anni. Inoltre non è pensabile un Mandorlo in Fiore senza il centro storico. Sarebbe come un mare senz’acqua. La città è prepotentemente tornata ad Agrigento con manifestazioni di diverse ore ed eventi collaterali: un'organizzazione condivisa con impegno e consapevolezza anche con le forze imprenditoriali e produttive della città, di cui potremo saggiare l’efficacia, in vista di un Mandorlo in Fiore ancora più imponente nel 2020".

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