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La festa della dedicazione è tornata in cattedrale, Montenegro: "E' chiesa quando l'altro non è uno straniero"

Alla celebrazione è stato presente anche un vescovo della Tanzania e il cardinale ha rinnovato l'appello all'accoglienza: "Il colore del cuore è uguale per tutti"

 

L’Arcidiocesi  di Agrigento ha celebrato la festa della dedicazione della basilica cattedrale e, dopo otto lunghi anni, lo ha fatto con una celebrazione eucaristica officiata dal cardinale Montenegro sull’altare della navata centrale e non più all’esterno come quando la cattedrale era chiusa al pubblico. “Si sente profumo di casa – ha detto ai microfoni di AgrigentoNotizie l’arcivescovo – . Dopo tanti anni riusciamo a fare il compleanno nella cattedrale e questo per noi ha un significato grande, la cattedrale – ha aggiunto il cardinale Montenegro – è il cuore di un territorio, di una chiesa e di una provincia”.

Alla festa della dedicazione della basilica cattedrale era presente anche un vescovo africano, proveniente dalla Tanzania. La sua presenza è servita al pastore della chiesa agrigentina anche per rinnovare il messaggio all’accoglienza. “E' chiesa – ha detto – quando le porte sono aperte, quando l’altro non è uno straniero. Così come abbiamo ospitato lui, dovrebbe valere per tutti, non può essere il colore della pelle a farci diversi. Il colore del cuore – ha concluso don Franco -  è uguale per tutti”.
 

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