Di Mauro: "Se Forza Italia va con Firetto, crisi nel centrodestra"

Il vicepresidente dell'Ars replica a distanza alle accuse di Macedonio, accusando il Patto di essere "l'altra faccia della medaglia" di FI

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L'evento aveva tutt'altro oggetto, ma alla fine si è parlato - anche - di quello, almeno con i cronisti: le accuse, dirette e durissime rivolte al vicepresidente dell'Assemblea regionale, Roberto Di Mauro, dall'ex presidente di Forza Italia Piero Macedonio. Come si ricorderà, il medico aveva criticato i suoi metodi, accusandolo di essere un "asso pigliatutto" ma soprattutto di fare "politica clientelare". Alla fine il leader di "Autonomisti e Democratici" la butta in politica, disvelando che, dietro Macedonio, continua ad esserci Forza Italia, impegnata in manovre di avvicinamento all'amministrazione Firetto che, dice, non potranno non avere ripercussioni sulle questioni locali.

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"Voglio affrontare la questione in termini politici - ha spiegato -. C'è un'assonanza assoluta tra Patto per il Territorio e Forza Italia, dato che si tratta due facce della stessa medaglia. Hanno entrambi deciso di partecipare al governo della città di Agrigento, e credo che sia una mossa che già avevano anticipato. L'onorevole Gallo, se dovesse decidere di fare questo, mi auguro che abbia la dignità di comunicarci i motivi e le motivazioni che lo hanno spinto e, fatto questo si sancirà  evidentemente una rottura delle forze politiche che sostengono il Governo Musumeci nella provincia di Agrigento".

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Tema dell'incontro, ribadiamo, non era però questo, quanto piuttosto la situazione finanziaria della Regione e le prospettive per quanto riguarda le scelte che sembra voglia intraprendere il Governo nazionale, interessato, ad esempio, a "federalizzare" gli incassi delle tasse.  "La Regione siciliana - spiega Di Mauro - sta facendo una trattativa con Roma: abbiamo già ottenuto un ristoro sul concorso alla finanza pubblica riducendo il trasferimento da fare allo Stato da un milione e tre a 300mila euro, abbiamo avuto un contributo straordinario di 540milioni di euro per la viabilità provinciale e ci proponiamo di porre il tema delle conseguenze gravi che arrecherebbe alla Siciilia unorma che consente di trattenere alle Regioni le risorse versate ai cittadini, parlo di regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Questo sarebbe un grave nocumento per il Meridione, con le imprese siciliane che già patiscono maggiori costi per il trasporto".

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